Day 3 : mar. 16 agosto 2011

 

Escursioni nel Denali N.P. - i primi passi


Siamo così nell'Interior. Sveglia alle 7 e colazione nello stesso ristorante di ieri sera, dove alcuni pankake con sciroppo di betulla servono per dare il buongiorno. Oggi ci siamo trattati bene, ma pagheremo il lusso poco più avanti nel corso della giornata. In pochi minuti ci troviamo al WAC (Wilderness Access Centre) del DENALI (Foto) per cercare di capirci qualcosa del complesso sistema per entrare nel parco, cercando di ottimizzare le due giornate che abbiamo a disposizione. Gli ozi della colazione ci fanno perdere per pochi istanti la navetta che porta al Savage River, ultimo punto raggiungibile con le vetture e meta di una gita. Andiamo a riprendere l’auto e percorriamo coi nostri mezzi le 14 mi. che conducono al punto di controllo oltre il quale si entra nella zona ristretta del parco e passano solo le navette autorizzate. Questa volta la fortuna ed il maltempo assistono i pigri, tant’è che vi sono pochi mezzi al parcheggio del Savage e riusciamo ad effettuare il giro prefissato. Percorriamo il Savage River Loop Trail (3,2 km) lungo il fiume che si svolge sostanzialmente in piano ed a seguire saliamo per 300 mt. su una punta panoramica, il Savage Rock, dalla quale si ha una bella vista sul fiume e sulla vallata che lo circonda. In lontananza si vedono delle pecore di Dall mentre brucano sulle montagne. Il cielo è coperto ma siamo almeno liberi da precipitazioni. Nel frattempo si passa a vedere il canile dove torneremo nel pomeriggio. Dopo una breve occhiata al Visitor Centre con le sue interessanti illustrazioni sul parco ed un pranzo che consta di pane e formaggio consumati in piedi alla macchina, andiamo ad effettuare la seconda escursione della giornata al Mt. Healy Overlook con 600 mt. di dislivello (8,9 km) ed una bella vista sulla vallata del parco che percorreremo domani e sul quella perpendicolare del Nenana River. Grazie a qualche schiarita si riesce a focalizzare bene quanto ci sta sotto ma le belle giornate restano altra cosa. La vegetazione è costituita da ontani in basso, poi incomincia quella di betulle per terminare ai soliti muschi e licheni tipici della taiga in alto. Per le 16 siamo nuovamente al canile per vedere lo sled dog show, un’americanata dove l’unica cosa seria sono i cani da slitta, veri eroi dei rigidi inverni artici. I guardaparco li usano ancora oggi per spostarsi all’interno del parco quando è la neve a farla da padrone ed i mezzi motorizzati non sarebbero in grado di funzionare a causa delle basse temperature. E’ così che il canile affianca una funzione pratica ad una folkloristica.

Stanchi per l’intensa giornata, andiamo a dormire a HEALY, per la verità ancora 5 mi. oltre, salendo per un ulteriore mi. su ripida strada sterrata fino a raggiungere un luogo dove non ci si aspetterebbe che esistano due abitanti stanziali con 5 cabins che affittando durante l’estate. Siamo fuori da tutto e l’unico rumore che si sente sono i mezzi che sfrecciano lontani sulla Hwy di fondovalle. Joyce di racconta di come John lavorasse nella miniera di carbone poco distante, mentre lei sia stata occupata per 15 anni presso l’ente che gestisce il parco. Attualmente sono in pensione e l’unica attività è la gestione del Bed & Breakfast. Cercano di raccogliere alimenti e soldi durante la breve stagione estiva per poi campare tranquilli durante l’inverno, dove dicono non essere difficile circolare in quanto le temperature non vanno sopra lo 0° per parecchio tempo e pertanto non si ha formazione di ghiaccio. La neve rimane al suo stato naturale per mesi. Tutto quello che vediamo è stato costruito con le loro mani sulla cresta di una collina dove è il bosco a farla da padrone, e questo ci spiega in perché del nome Ridgetop Cabins. Ci ritroviamo così nella casetta più distante, completamente immersi nella natura. Dopo cena vado a fare una passeggiata oltre la nostra locazione e sento dei passi che si muovono fra la vegetazione a pochi metri di distanza. Cerco di capire di cosa si tratti ma non riesco a scorgere la sagoma dell’animale. Indietreggio con calma per non creare disturbo o peggio allarme nel quadrupede che si muove nelle vicinanze, mai che fosse un orso. Il giorno dopo, parlando con Joyce, ci dice che molto probabilmente era l’alce femmina che occupa quel territorio e che in questo momento ha due piccoli. E’ pertanto meglio tenersi alla larga in quanto in tale situazione possono diventare aggressivi. Le statistiche parlano che ogni anno uccidono più gli alci degli orsi, ma probabilmente queste tengono anche conto degli incidenti stradali, dove di notte gli alci rappresentano un vero pericolo per gli automobilisti. La nostra esperienza nel Canada orientale del 2004 è ancora ben impressa nella mente e probabilmente lo resterà ancora per un po’.

Notiamo che pressoché la totalità dei cartelli stradali è stata impallinata da fucilate, nei giorni successivi apprenderemo che è un tratto tipico del carattere alaskano, cacciatori abituati a sparare contro ogni cosa, non fosse che per allenamento. Questo risulta anomalo in uno Stato in cui è forte il senso di appartenenza e rispetto per quanto appartiene alla sfera pubblica.

Pernottamento:  HEALY – Ridgetop Cabins