Day 9 : lun. 22 agosto 2011

 

Saluti a Babbo Natale e splendidi paesaggi lungo la Richardson Hwy fino a Copper Centre

 

Vista la lunga giornata di ieri, ce la prendiamo un po’ più comoda e facciamo quattro parole con John durante la colazione. Ne approfittiamo inoltre per alcune spese, fare il pieno di carburante e telefoniamo a casa, dal momento che siamo in città e per alcuni giorni non ne avremo più l’occasione. Ci procuriamo anche delle informazioni su alcuni dettagli che ci mancano sul percorso programmato. Le nebbie basse lasciano presagire il bel tempo a venire. Riprendiamo la Steese Hwy, dove si trova un punto d’informazioni sulla pipeline, proseguiamo sulla Old Steese Hwy dove si può vedere da fuori la Gold Dredge no. 8 , una gigantesca draga galleggiante che serviva per setacciare l’oro.

Portandoci subito verso est sulla Chena Hot Springs Rd, dopo una decina di mi. scendiamo verso sud in un bel paesaggio agreste per raggiungere la Richardson Hwy. Di lì a poche miglia siamo a NORTH POLE. E’ l’omologo americano di Rovaniemi, il paese di Babbo Natale, con la consueta riproduzione di atmosfere natalizie. Non mancano le renne in attesa che venga il momento di partire per portare i regali. Babbo Natale è momentaneamente assente ma sono ben segnalati gli orari in cui riceve bambini e non, desiderosi di fare una foto con lui.

Costeggiamo l’Eielson Air Force Base, dove c’è un andirivieni di velivoli militari in esercitazione. Non va dimenticato che fino a vent’anni fa l’Alaska rappresentava anche un altro tipo di frontiera, quella strategica con l’Unione Sovietica. Il Mare di Bering forma uno stretto di soli 80 km dalle coste alaskane. Proprio per questa ragione vi si trovano ancora molte basi militari, specialmente intorno alle due maggiori città.

Si prosegue lungo la Richardson Hwy in una giornata di splendido sole. 10 mi. prima di Delta Jct si possono vedere la pipeline (sorretta da cavi color argento sospesa sopra le rapide del fiume) e la strada scorrere parallelamente sopra il Tanana river. Giunti dall’altra parte mettiamo alcune fette di salmone affumicato sapientemente acquistate in mattinata a Fairbanks sopra il pane e ne ricaviamo un picnic coi fiocchi. Come digestivo due passi per vedere il fiume che scende ben carico dell’acqua di scioglimento dei ghiacciai, vicino ad una vecchia stazione per la pesa dei carri con annesso villaggio. Il tutto è molto ben tenuto.

Andando ancora avanti il Tanana River diventa parallelo alla Hwy e scorre in basso, occupando un alveo molto ampio ma scendendo impetuoso in una serie di rigoli relativamente stretti. Il paesaggio è costellato da foreste di alberi decidui alternati ad abeti neri.

Vita lungo i fiumi.   

DELTA JCT. segna il punto d’incrocio fra la Richardson e l’Alaska Hwy (ALCAN) segnando il punto terminale di quest’ultima. Ad annunciarlo è una colonna di cemento con le bandiere di USA, Canada, Alaska e Yukon. Inizia in Canada più di duemila km a sud-est e rappresenta l’unico collegamento via terra verso l’Alaska. L’avevamo già percorsa in senso contrario fino al suo inizio nel 2005, arrivando a Dawson Creek. Con la vista di questo cippo terminano anche le ragioni d’interesse del villaggio. Andando in direzione sud vediamo un alce che pascola, talmente tranquillo da sembrare un cavallo parcheggiato sul bordo della strada. Al nostro arrivo si sposta pigramente oltre gli alberi. Successivamente un piccolo cerca di attraversare la strada, ma riusciamo ad evitare lo scontro grazie alla buona visibilità.

Sull’Isabel Pass prendiamo anche uno scroscio d’acqua che serve a togliere la polvere accumulatasi sulla macchina. Negli anni ’30 in zona sono stati introdotti dei bisonti per favorirne la caccia, grazie ai fertili pascoli, ma non riusciamo a vederne. 20 mi a sud di Delta Jct si vede il Donnelly Dome, oltre appaiono i tre maestosi giganti dell’Alaska Range, mentre finiamo per attraversare la catena avendo sempre a fianco la compagnia della Trans-Alaska Pipeline.

Si prosegue verso sud trascurando la deviazione sulla Denali Hwy. che prosegue in direzione ovest, per raggiungere il Wrangell Mountain Viewpoint e Gakona Jct, dove si innesta la Tok Cut-off Hwy. Attraversiamo GLENALLEN dove torneremo dopodomani per imboccare la Glenn Hwy che ci porterà ad Anchorage. Proseguiamo verso COPPER CENTRE e in mezzo ad una serie infinita di stop fotografici riusciamo a raggiungere l’hotel che ci ospiterà stasera. Si tratta forse dell’unico hotel degno di questo nome, quasi di classe da sembrare una cattedrale nel deserto. La cena è invece presso un ristorantino di Copper Centre dove il tempo sembra essersi fermato, in quella che era la Homestead dei pionieri di ritorno dal Klondike con alle spalle alterne fortune. Vi si sono stabiliti verso la fine dell’800 ed hanno dato vita al piccolo paese lungo lo smeraldino Tonsina River. Qui assaggiamo il miglior piatto di tutto il viaggio. Se è vero che tanto il salmone quanto l’halibut sono eccezionali, è anche vero che di solito il sistema di cucinarli è molto semplice. Stasera invece il cuoco prepara un trancio di halibut immerso in un sugo di crema di formaggio il cui solo gusto basterebbe per indurci a piantare qui le tende per qualche tempo. Ultima passeggiata con foto verso il Tonsina mentre scende impetuoso di fronte al tramonto che tinge i colori di tinte calde e si torna in hotel, dal momento che domani la sveglia suona presto. Alla postazione internet incontriamo la coppia di australiani che abbiamo avuto insieme nel fine settimana artico. La nostra camera guarda verso le alte vette del Parco Wrangell-St.Elias che si ergono dai 4000 ai 5000 mt., ma oggi non è la giornata dell’anno in cui si dischiudono. Pur essendo terso tutt’intorno riusciamo a vederne solo la metà inferiore. La tentazione di vedere qualcosa in più ci porta a fare ancora due passi sul belvedere dell’hotel per ritrarre alcune immagini che si fissano indelebilmente nelle nostre menti, il tutto giunge a coronamento di una giornata che ha riservato molteplici soprese positive.


Pernottamento: COPPER CENTRE – Copper River Princess Wilderness Lodge