Day 10: 29 agosto 2007

West McDonnell Ranges: tappe suggestive nel Red Centre - Tramonto ad Alice Springs.

Intraprendiamo la Larapinta Drive che porta alle WEST MACDONNELL RANGES. Ci fermiamo pochi km dopo Alice Springs per sostare al Flynn’s Grave, dove si trova la tomba del fondatore della Royal Flying Doctor Service. Il reverendo, ordinato nel 1912, fino al 1951 è stato responsabile del RFDS. E’ curioso rilevare come su questa tomba si trovasse una pietra prelevata dal Devil’s Marbe Park, siccome questo urtava la suscettibilità religiosa dei locali aborigeni è stata poi rimossa e sostituita, dopo una lunga serie di trattative, con un’altra pietra proveniente dalle MacDonnel Orientali, dove la mitologia aborigena vuole che si trovassero i bruchi che avevano creato quelle montagne. A prescindere dalla differente sacralità attribuita dai locali alle pietre, resta il fatto che Flynn ha contribuito in modo essenziale allo sviluppo dell’outback creando un servizio sanitario che parte dall’uso di due invenzioni relativamente nuove: l’aereo e la radio. Per la precisione occorre ricordare che attualmente i soccorsi dell’RFDS vengono forniti per l’80% alla popolazione aborigena e che la maggior parte di essa lo venera, a prescindere i problemi sorti in seguito al posizionamento della lapide. Deviamo sulla Namatjira Drive dove il paesaggio è assai brullo e la terra molto rossa, sebbene la prima parte assuma un colore rosa antico. La zona di Glen Helen è assai alberata, con piante di fusto medio-basso e terra intensamente rossa. La strada segue fedelmente le ondulazioni del terreno creando un gioco di saliscendi. Ci spingiamo fin dove diventa sterrata ed inizia la Mereenie Loop Road che porta a King’s Canyon, ma è praticabile solo per i fuoristrada. Abbiamo così raggiunto il punto più distante per incominciare da qui una serie di soste che ci porteranno a vedere i punti più interessanti delle Ranges. Innanzitutto il bel lookout che dà sul Mt. Sonder, quindi il Glen Helen waterhole con tutta una serie di uccelli acquatici ed il bel paesaggio offerto da questo laghetto dal fondo del canyon. Andando a ritroso visitiamo la Ormistone Gorge, la quale è un po’ in ombra e risaltano gli eucalipti con la loro corteccia bianca. E’ curioso notare come questi alberi talvolta cadano, si svuotano all’interno, ma all’esterno continua correre la linfa e spuntano dei rami, ma sarebbe meglio chiamarli veri e propri tronchi tali da formare un nuovo albero innestato su quello caduto. Qualche km dopo vediamo gli Ochre Pits, una scarpata dove si avvicendano vari tipi di roccia che raccoglie tutta una serie di colori, varianti dal giallo al violaceo. In questa zona venivano appunto gli aborigeni per raccogliere i colori che usavano a dipingere e per pitturarsi il viso. Ellery Creek Big Hole è sempre sul lato sinistro orografico. Si tratta una grande pozza d’acqua che riflette le rocce sovrastanti, i colori sono splendidi e qualcuno ne approfitta per fare il bagno nelle sue fresche acque. Abbiamo impostato il giro delle bellezze delle MacDonnell Occidentali in questo modo per poter essere allo Standley Chasm a mezzogiorno, proprio nel momento in cui il sole si infila a perpendicolo nello stretto canyon, illuminando direttamente il passaggio e di riflesso le pareti con accese tonalità d’arancione. Il canyon scende perpendicolare e visto da certi punti sembra che le pareti vengano a toccarsi. Il punto più stretto non supera comunque i 2 mt. di larghezza. Questo è l’unico sito a pagamento delle Ranges; la tariffa è modica, ma ai turisti “sbadati” una zelante gestrice lascia un foglio sul parabrezza dell’auto ricordando di compiere il loro dovere al ritorno. Noi siamo ligi e ci sdebitiamo fin da subito. Il Simpson Gap è forse meno caratteristico ma comunque assai interessante. E’ famoso per ospitare una ventina di wallabies grigi dai piedi neri, che non si fanno vivi stante l’orario di primo pomeriggio ed il sole incalzante. Preferiscono restare nascosti all’ombra delle rocce che contornano la fenditura.

Rientriamo ad Alice Springs per dare un’occhiata alla vecchia stazione del Ghan con annessa locomotiva d’epoca. Si tratta del vecchio servizio ferroviario che collegava Adelaide con Alice Springs. La strada ferrata venne costruita negli anni ’50 dell’ottocento ma dovette essere spostata ben presto con ulteriori, notevoli sacrifici in quanto il primo tracciato attraversava intere regioni soggette ad alluvione e non poteva quindi garantire il servizio per lunghi periodi, salvo essere regolarmente spazzata via dalle correnti. La nuova ferrovia risale ad inizio secolo scorso ed è stata spostata più a ovest, mandando in rovina i villaggi sorti intorno alle stazioni del vecchio percorso. Queste fanno attualmente parte di un’interessante percorso di città fantasma transitabile solo con dei fuoristrada. Torniamo quindi in città per una doccia ed a seguire ci dedichiamo allo shopping. Vediamo tutta una serie di didgeridoo, alcuni dei quali sembrano interessanti, ma ci accontentiamo di acquistare un paio di boomerang. I colori e le decorazioni a punti sono quelle tipiche della cultura aborigena e probabilmente si integrano bene con un arredamento moderno o etnico.

Il carattere della gente dell’outback è abbastanza freddo, non ispira una grande simpatia. Sono poco inclini allo scherzo o alla battuta, retaggio di ambienti ostili che col tempo ne hanno forgiato il carattere. A parte Anne di Coober Pedy, una persona di cultura con la quale non mancano certo i discorsi, negli altri abitanti che incontriamo e coi quali ci intratteniamo anche solo per poche parole, rileviamo cortesia, correttezza, ma non hanno molto del carattere gioviale e simpatico che fa la reputazione dell’australiano medio. Ad Alice Springs abbiamo un’ulteriore conferma di come, aldilà di quanto millanti la retorica sull’integrazione razziale, bianchi ed aborigeni restino sempre due mondi separati. Da un lato i primi che gestiscono le attività commerciali e in generale ogni attività a contatto con il pubblico, dall’altro il mondo degli aborigeni che vivono anche logisticamente ai margini della città. Non li si vede impiegati neanche in lavori che in altri Paesi sono tipici della bassa manovalanza indigena. A prescindere dal colore della pelle negroide con capelli che arrivano fino al biondo e ad un corpo più basso e tozzo dei neri, si distinguono subito anche per strada in quanto viaggiano di solito su auto americane, vecchie e fumanti, stipate all’inverosimile.

Senza volerne ricercare qui le cause risulta innegabile che questa gente viva ai margini della società. Resta comunque impensabile come la cultura occidentale e quella aborigena possano integrarsi senza che una delle due debba snaturarsi o prevaricare sull’altra. Troppo diverse e distanti, possono solo cercare una convivenza a distanza e soprattutto impedendo l’urbanizzazione degli indigeni, cosa che li porterebbe ad assimilare quanto di peggio la nostra civiltà possa fornire.

Prima di cena andiamo ad ammirare il tramonto sulla collina che sovrasta la città da nord: l’Anzac Hill. Splendida la vista sulle MacDonnell Occidentali appena visitate, dietro le quali il sole si eclissa con un bagliore incandescente, mentre sulla città cala la sera e verso sud si vede il netto intaglio dove passa la strada che giunge da Adelaide, rappresentando il punto di divisione fra le Ranges occidentali da quelle orientali. In una tranquilla e mite serata, si cena nel dehor del Red Ochre, con un piatto unico a base di canguro, coccodrillo, emù e cammello. Quest’ultimo ha una carne un po’ dolciastra ma gradevole. La medaglia del migliore spetta senz’altro all’emu, presentato in sottili fette affumicate. Il coccodrillo con la carne biancastra come un pesce ed il canguro sono invece due piacevoli conferme. Sulle birre preferiamo la Victoria Bitter ma non disdegniamo anche le altre che ci vengono proposte di volta in volta. Sfruttiamo una formula assai frequente in questo Paese: prenotando un tavolo al ristorante entro le 18 e presentandosi a cena entro le 18,45 si ha diritto ad uno sconto del 20% sui pasti. Con il buio che incalza verso le 18,30 e l’appetito che incalza ben prima, non abbiamo problemi a sfruttare la vantaggiosa offerta e reinvestire immediatamente lo sconto in un dessert.

Pernottamento: Alice Springs - (Todd Tavern)