Day 13: 1 settembre 2007

La Grande Barriera Corallina: quando la Natura dipinge scenari da sogno.

Quello di oggi è forse il giorno che ci resterà maggiormente impresso. Finalmente abbiamo un mattino in cui non dobbiamo fare levatacce, così andiamo nel tranquillo centro di Port Douglas a fare colazione e ci dirigiamo verso l’imbarco per prendere contatto con la Quicksilver, il catamarano che ci porterà al largo del Mare dei Coralli. L’attracco comprende una serie di ristoranti e negozi, in sostanza un ampio centro commerciale sistemato fuori dal paese. Alle 10,30 partiamo in direzione della GRANDE BARRIERA CORALLINA, sono 80 km per arrivare ad Angincourt, che si trova sulla parte più esterna della barriera. Poco oltre, la profondità dell’acqua passa da poche decine di metri alle profondità oceaniche che possono raggiungere i 2000 mt. Il viaggio dura un’ora e mezza, passiamo a fianco delle Low Islands e raggiungiamo il pontile ancorato in una zona ricca di coralli. Da qui proviamo la nuova esperienza dello snorkeling. L’acqua del mare riflessa impedisce di vedere quanto si trova sotto, ma non appena indossiamo la maschera con respiratore ed infiliamo la testa sott’acqua ci appare un mondo che non osavamo nemmeno sognare. A pochi metri di profondità (cosa stupefacente se si considera la distanza dalla costa) si apre un universo di coralli e pesci variopinti, tale da sembrare finto. Neanche i migliori acquari possono ambire a tanto. Giochiamo nell’acqua in questo modo per un’ora e mezza. Pranzo rapido al ricco buffet allestito sul catamarano e giro di mezz’ora su una speciale barca col fondo di vetro. Anche qui possiamo ammirare da vicino la bellezza e la varietà del reef, sebbene gli spessi vetri mitighino un po’ i colori vivaci dei coralli. Anche qui i pesci sembrano finti, anch’essi con dei colori da sembrare una sfilata carnevalesca. Ripartiamo alle 14,50, il mare si sta leggermente agitando e le hostess hanno da fare a portare via i sacchetti dei turisti che soffrono il mal di mare. Noi resistiamo stoicamente come due lupi di mare… Attracchiamo a destinazione alle 16 h. Cena in un ristorante romantico lungo la darsena. Per provare qualcosa di nuovo stasera facciamo salire sul tavolo gamberetti con salsa all’aglio, calamari sale e pepe con salsa di chili dolce e verdure, trota oceanica affumicata, tipo salmone. Il dessert è un piatto tipico: la pavlova, una meringa con crema e frutto della passione, probabilmente di origine neozelandese. Passeggiata in centro, che certo non scambieremmo con quello di Cairns. Senza grandi pretese di mondanità, riesce a trasmettere un senso di pace, pur essendo ben frequentato di turisti. Anche l’hotel che ci ospita è molto tranquillo nonostante sia quasi tutto pieno.

Pernottamento: Port Douglas – (Port O’Call)