Day 18: 6 settembre 2007

Blue Mountains, un intrico di rocce e vegetazione. L'arrivo a Sydney.

Il programma prevede la visita delle Blue Mountains, ma purtroppo il tempo non accompagna. Per quanto vengano chiamate montagne si tratta in realtà di elevazioni che finiscono per appiattirsi ad una quota sui 1000 mt. formando dei piccoli altipiani che cadono ripidamente dentro vasti canyon. La roccia giallastra nobilita il panorama, mentre la vegetazione è fitta all’inverosimile. Questo ha fatto sì che ci volessero oltre 25 anni prima che un uomo bianco riuscisse a superare le Blue Mountains ed arrivare nell’outback pianeggiante che si apre subito oltre. L’appellativo Blue deriva dalle gocce di olio di eucalipto in sospensione che al contatto con l’aria assumono questo colore. Per quanto ci riguarda, non riusciamo ad andare oltre le varie tonalità di grigio! Hartley è una città fantasma, tradita dallo spostamento della ferrovia che ha portato i baricentri della valle in un’altra zona. Restano belle costruzioni in arenaria, fra le quali spicca il palazzo di giustizia in stile classico. A Katoomba non perdiamo il punto panoramico di Echo Point, dal quale si vedono le Three Sisters, formazioni rocciose di grande notorietà che tuttavia non lasciano un segno indimenticabile nella memoria. Le Wentworth Falls con la veduta della Jamison Valley sarebbero invece di maggiore interesse, non fosse per le nebbie che le velano e si dischiudono di tanto in tanto lasciando trasparire un paesaggio maestoso. Possiamo solo immaginare come sarebbe con il sole. Arriviamo finalmente a SIDNEY, quantomeno nella sua periferia. Bruna adocchia un negozio di articoli natalizi e ci vuole un repentino cambio di corsia che potrebbe far sbuffare il più agitato degli automobilisti australiani per riuscire a deviare nella via laterale ed evitare improbabili inversioni su una delle grandi arterie che collegano le sterminate periferie al centro. Visitiamo un’azienda nei dintorni della prima metropoli australiana, andiamo a pranzo in un ristorante che si trova sull’oceano e verso metà pomeriggio ci avventuriamo verso il downtown. Da alcuni giorni, quando diciamo a qualcuno che abbiamo l’intenzione di andare a Sydney, ci guardano quasi come se volessimo andare all’inferno. In effetti abbiamo la fortuna che proprio in questi giorni abbia luogo l’APEC (Asian Pacific Economical Conference), dove partecipano Bush, il premier cinese Hu Jintao, quello giapponese, più gli altri asiatici e sudamericani. Ricchi di mappe sulle strade interdette, quelle a rischio e zone dove si addensano i cortei di protesta, cerchiamo la fortuna per il centro città. Ci va bene e riusciamo ad arrivare in hotel senza incontrare grandi code o qualche pacifista che ci imbratti la Corolla. Di qui sfidiamo barricate e terroristi iniziando il nostro giro a piedi per Sydney. Ci spostiamo verso il Circular Quay ed iniziamo a vedere una città letteralmente sotto assedio. Polizia ovunque, tre elicotteri che girano costantemente sul centro, corsie per le auto blu completamente isolate da inferriate e blocchi in cemento. Il tutto fra la curiosità dei turisti ed i lavoratori che, finita la giornata partono per il weekend. Infatti, anche se domani è solo venerdì, è stato regalato a tutti i cittadini un giorno di vacanza per evitare di congestionare il centro. Vediamo l’Opera House, le cui caratteristiche cupole sono simili a vele gonfiate dal vento, mentre nelle intenzioni dell’architetto vogliono rappresentare foglie di palma. Scattiamo alcune foto da distante in quanto avvicinarsi è off limits. Domani proprio lì si tiene il meeting e tutto è impenetrabile da giorni. Nelle acque del porto girano senza sosta le motovedette della polizia e dei sommozzatori. Riprendiamo anche lHarbour Bridge chiamato “Vecchio Attaccapanni” per la sua caratteristica forma, ci spostiamo per il quartiere rimodernato di The Rocks, il più antico quartiere di questa città che all’epoca della sua fondazione non era altro che un rumoroso e squallido borgo di carcerati, bande criminali, prostitute e balenieri. Oggi invece è caratterizzato da un ambiente gradevole. Non essendo assaliti da un grande appetito ci accontentiamo di qualche dolce in un bar. Rientriamo dopo questa lunga passeggiata che ci ricompensa delle tante ore trascorse seduti in auto nei giorni scorsi.

Pernottamento: Sydney - (Ibis Hotel)