Il carattere degli australiani ci appare abbastanza rude nell’outback, sebbene mai scortese, mentre lungo la costa diventa più tranquillo e rilassato, lo stress non alloggia comunque da queste parti. Una caratteristica positiva di questo carattere è il fair play nel traffico. Non abbiamo visto scene di traffico arrogante e abbiamo provato un senso di stupore le rare volte che abbiamo sentito il suono di un clacson. In ogni caso la grande civiltà della gente si avverte fin dall'inizio, specialmente per chi arriva dall'Italia.

Il legame con la Gran Bretagna finora ha rappresentato un utile supporto ad una Nazione che ha stentato a decollare a causa delle grandi distanze e del sottopopolamento. Sembra che il Paese stia evolvendo, sebbene ai nostri occhi di europei ciò avvenga con ritardo. A titolo di esempio, siamo rimasti sbalorditi nel vedere come le grandi città siano ancora collegate fra loro da statali che attraversano paesini, e le autostrade siano solo adesso in costruzione. Questo non è che l'esempio di un Paese con enormi potenzialità ee è in corso d’evoluzione. Ma per evolvere occorre carattere, non sudditanza. Certe città altro non sono che la fotocopia di loro omologhe americane e anche a livello politico, l’appiattimento sulle posizioni americane, se ha portato dei benefici, rischia di tramutarsi anche in una perdita dell’orgoglio nazionale.

Sembra di capire che la vera malattia dell’Australia consista nell’isolamento geografico in cui si trova, ancor prima della sua giovane storia. Un’isola distante da tutto. I cugini neozelandesi sono a 3 h. di volo dall’aeroporto più vicino, mentre per raggiungere una destinazione economicamente forte bisogna volare in Estremo Oriente, che dista non meno di 4000 km. Una conferma la si ha dall’aeroporto di Sydney, dove sono relativamente scarsi i voli oversea, almeno se rapportato alla nomea di cui gode la metropoli. In questi giorni la televisione ha mostrato un sorridente presidente australiano mentre stringe la mano al suo omologo cinese per il raggiungimento di un accordo che prevede la vendita di chissà quanti milioni di tonnellate di minerali alla Cina. Quello di vendere le materie prime è un mestiere da Paesi che non riescono ad usarle per produrre manufatti e quindi sviluppo. Con la Cina che punta ad essere sempre più egemone nell’area del Pacifico, se non del mondo intero, tutto questo dovrebbe indurre i governanti australiani a riflettere su come evitare di diventare il giardino dei giganti asiatici. La bella vita, il surf ed i barbecue sono parte del carattere gioviale della popolazione ma senza un forte sviluppo c’è il rischio che vengano a mancare alcuni ingredienti da mettere sul barbecue la domenica.

 

RISCHI

Esiste tutta una serie di rischi specifici in Natura da cui occorre difendersi. Alcuni sono evidenziati e forse proprio per questo non rientrano fra le maggiori cause di pericolo reale: fra essi i coccodrilli, pur frequenti alla foce dei fiumi nel nord, vengono evitati con cautela e si parla di 5 – 10 persone all’anno che finiscono in pasto a questi rettili. Anche i serpenti, pur avendo l’Australia i più venefici al mondo, non sembrano essere una fonte di mortalità particolarmente grave. Si trovano perlopiù in zone raramente frequentate dall’uomo e tendono a scappare quando sentono dei rumori. Situazione diversa invece per le meduse ed i ragni. Le prime sono una vera e propria catastrofe turistica. Impediscono infatti la balneazione lungo le splendide coste del Pacifico per buona parte della stagione estiva. Sembra quasi un assurdo, ma pur di fronte a spiagge uniche e ad un mare pulitissimo, sovente i turisti sono costretti a fare il bagno nella piscina dell’hotel. In alcuni posti si usano reti di contenimento verso l’esterno. Le più pericolose sono le cubomeduse, il cui morso è letale in pochi minuti.

Un’altra fonte d’incidenti sono i ragni, che si trovano spesso nell’erba e fanno salti lunghi fino ad un metro. Si trovano molto nei dintorni di Sydney ed il loro morso non lascia scampo se non si interviene rapidamente.

 

GEOLOGIA - negli ultimi 90 milioni di anni, dal punto di vista geologico l’Australia è rimasta inattiva. Essendo troppo piatta, calda e arida per consentire la formazione di ghiacciai e la sua crosta troppo antica e spessa per poter essere perforata dai vulcani o corrugarsi dando vita alle montagne. Uluru e Kata Tjuta sono i monconi di montagne che 350 milioni di anni fa erano alte quanto le Ande, eppure da cento milioni di anni non sono altro che minuscole protuberanze.

L’Australia è rimasta isolata dagli altri continenti per un periodo molto lungo, almeno 45 milioni di anni. Gli altri continenti sono riusciti più volte ad avere uno scambio di specie, perché in vari momenti del passato sono stati collegati da ponti di terra. Problema della salinizzazione del terreno: in molte zone, sotto ogni metro quadro di terra giacciono da 70 a 12 kg di sale e la desertificazione ha fatto sì che l’acqua potesse penetrare più in profondità nel suolo, sciogliendo i cristalli di sale e facendoli emergere in superficie. L’acqua fornita con l’irrigazione penetra nei sedimenti di un terreno che in tempi molto antichi era un fondale marino e ora il sale affiora nei bacini di raccolta delle acque e nei campi.

 

ANIMALI - Particolarità: mammiferi quali ornitorinco e echidna depongono le uova. Gli eucalipti mutano la corteccia anziché le foglie. Sono praticamente assenti gli alberi che perdono le foglie e non ci sono animali che vanno in letargo. Sono relativamente rari gli uccelli che hanno una stagione riproduttiva e ancora meno quelli che migrano; al contrario, i volatili si riproducono quando arriva la pioggia e una vasta percentuale di essi è nomade e segue le precipitazioni spostandosi per il continente. Varie specie di uccelli si avvalgono degli “aiutanti al nido”, adulti di nidiate precedenti restano coi genitori per aiutarli ad allevare i nuovi piccoli. La razionalizzazione passa anche per gli animali che saltano. I salti rappresentano il sistema più efficiente per spostarsi a una velocità media. L’energia del salto è immagazzinata nei tendini delle zampe (come nei trampoli a molla), mentre l’intestino va su e giù come un pistone, cosicché i polmoni si riempiono e si svuotano senza dover attivare i muscoli del torace. Quando si percorrono lunghe distanze per andare in cerca di cibo e questo scarseggia, l’efficienza è una necessità imprescindibile. I marsupiali sono talmente efficienti che possono mangiare fino ad un quinto di cibo in meno rispetto ai mammiferi placentali delle stesse dimensioni. I koala sono gli unici esseri viventi ad avere il cervello molto più piccolo del cranio; in pratica il loro cervello è una noce raggrinzita che nuota in un cranio riempito di fluido. Si ritiene che abbiano sacrificato il cervello a favore dell’efficienza nel consumo di energia. I koala mangiano foglie di eucalipto e queste sono talmente tossiche che essi devono utilizzare il 20% della loro energia per renderle commestibili. In tal modo rimane poca energia per il cervello e vivendo sulla cima degli alberi, dove ci sono pochissimi predatori, questi animali riescono a cavarsela anche senza essere molto intelligenti. In Australia vivono ben 10 dei 15 serpenti più velenosi al mondo, ma non vengono considerati come un grande pericolo poiché vivono in zone assai remote e di solito tendono a fuggire.

         

 ABORIGENI - Le credenze religiose tradizionali degli aborigeni si basano sull’esistenza di esseri spirituali che vivevano sulla terra all’epoca della creazione. “Dreamtime” (epoca del sogno) prima dell’arrivo degli uomini. Tali esseri hanno creato ogni aspetto del mondo naturale e furono gli antenati di tutte le forme di vita. Benché assumessero forme diverse, si comportavano come gli uomini e spostandosi lasciavano dei segni per indicare dove erano passati. Sebbene fossero entità soprannaturali, questi antenati invecchiarono e alla fine sprofondarono nuovamente nel sonno da cui si erano svegliati all’alba del tempo. I loro spiriti continuano tuttavia a esistere sotto forma di forze eterne che soffiano il respiro della vita nei neonati e influenzano gli eventi naturali. L’energia spirituale di ciascun antenato scorre ancora nel sentiero lungo il quale egli viaggiò all’epoca del sogno ed è più forte nei punti dove egli lasciò i segni fisici della propria attività, come gli alberi, le colline o le depressioni del terreno.

Gli aborigeni credono che ogni persona, animale e pianta abbia due anime, una mortale e una immortale. L’anima immortale è parte di un determinato antenato spirituale e dopo la morte ritorna ai luoghi sacri di quest’ultimo, mentre l’anima mortale semplicemente svanisce nell’oblio.