Day 14: 2 settembre 2007

Atherton Tableland, con le coltivazioni estensive miste a foresta tropicale ricca di laghi e cascate. "Contatto" coi coccodrilli.

Finalmente di nuovo una sveglia di buon ora tanto per non perdere le sane abitudini. Saliamo fin quasi a Mossmann per imboccare la 44 Developmental Road. Con una strada tutta curve ed in salita approdiamo al Lion’s lookout, scendiamo di poco per raggiungere l’ATHERTON TABLELAND sito sui 500 mt slm, contraddistinto da zone boscose, quindi nuovamente in mezzo a piantagioni di canna da zucchero. Seguono zone che paiono incolte, in realtà si tratta di magri pascoli per bovini allo stato semibrado. Degni di nota sono i termitai, alti anche oltre un metro, che in un primo tempo confondiamo con pietre isolate simili a menhir. Il cielo è sereno ma è ancora presto, mentre alcuni canguri ci osservano passare dal bordo della strada. Iniziano a comparire le prime fattorie. Lungo l’altopiano vediamo tutta una serie di piantagioni di banane, mango e avocado: da tempo ci nutriamo di queste bacche o frutti e per la prima volta ne facciamo l’incontro sugli alberi nei loro Paesi d’origine. Per il resto sono coltivazioni di patate e verdure in serra. Colpisce l’incontro col caffé: vediamo delle coltivazioni a noi sconosciute, fermiamo l’auto e chiediamo lumi ad alcuni operai che stanno montando delle tubazioni per l’irrigazione. Quello che ci ha detto trattarsi di piantagioni di caffé ci invita anche ad assistere all’inizio della raccolta per l’indomani e ci chiede da dove veniamo. Quando gli diciamo di essere italiani gli brillano gli occhi e ci informa di essere originario della Calabria. Ciononostante dobbiamo continuare la conversazione in inglese, che rappresenta l’unico lingua in comune. Forse conosce ancora qualcosa di dialetto, ma non ci potremmo comunque capire. Attraversiamo Atherton ed arriviamo a Yungaburra, presentata come un tipico villaggio ottocentesco, tappa inderogabile per tutti i tour organizzati che di solito spendono qui il tempo del pranzo. In realtà vediamo qualche costruzione stile Queensland originale, ma non un vero e proprio paese con l’atmosfera d’antan. Va però detto che tutto è ben ordinato ed accogliente. Il grande numero di ristorantini, bar e possibilità di pernottamento sono il segno evidente che il benessere è portato dal turismo. Il tempo si è nel frattempo annuvolato ed il verde circostante assume colori meno brillanti, vediamo il Curtain Fig con un’interessante passeggiata nella foresta pluviale, un enorme fico caduto su un altro albero e rimasto quindi inclinato. Lungo tutto il tronco sono spuntate delle radici che hanno raggiunto la terra facendolo diventare simile ad un’arpa. Proseguiamo per il Lake Eacham, purtroppo col cielo coperto non rende al meglio del suo splendore. Sarebbe la sosta ideale per un pic nic nelle giornate di bel tempo. Vediamo alcuni tacchini selvatici con la testa rossa. Infine andiamo al Red Cedar Tree, un po’ una delusione per quanto sia molto bella la passeggiata nella foresta. Dopo un lungo percorso in auto su sterrato e l’avvicinamento a piedi ci troviamo di fronte al niente: l’albero è stato atterrato da un tornado abbattutosi su questa zona lo scorso anno dopo una vita lunga oltre cinquecento anni. Il ceppo alto un paio di metri è tutto quel che rimane dello storico cedro. Anche qui i fichi hanno una base tutta particolare, sembra trattarsi di pareti separatorie, utili invece come rinforzo contro i frequenti tifoni. Andiamo a Millaa Millaa che è ridotta ad una ghost town e percorriamo il Waterfall Circuit, cominciando con le spettacolari Millaa Millaa Falls, rese ancora più belle da un bagliore di sole che si staglia proprio mentre arriviamo, poi le Zillie Waterfalls e Ellinjaa Waterfalls, meno imponenti ma comunque belle. Il paesaggio è collinoso con pascoli recintati, dove le mucche brucano tranquillamente sotto il cielo variabile. Questa zona è assai ricca di canguri poiché non vi sono predatori quali i dingo ed è ricca di abbeveratoi per le pecore. Passiamo brevemente per le cascate di Mungalli non prima d’aver assaggiato una Cheese Pie nella diary Farm, dove si producono formaggi biodinamici. Un ottimo posto per ristorarsi, se solo non avessimo fatto un’abbondante quanto indigesta colazione in un bar di Atherton. Il pancake con sciroppo d’acero è pesato come un macigno fritto sui nostri stomaci. Bypassiamo un paio di cascate, giudicando d’averne viste abbastanza per oggi, ed intraprendiamo un sentiero nel Palmerstone Wooroonooran N.P. scendendo oltre un km e mezzo in una rigogliosa foresta tropicale. La foresta lascia quindi spazio alle coltivazioni di banane (con i frutti appesi agli alberi) e canna da zucchero man mano che scendiamo verso sud-est in direzione di Innisfail. E’ una zona verde e ricca, dove la pioggia raggiunge i 3500 mm. di pioggia all’anno, il che la rende meno attraente dal lato turistico ma assai più da quello agricolo. Visita ad un allevamento di coccodrilli (Foto2)alla Johnstone Crocodile Farm, che ospita il maggior numero di tali rettili nel Nord del Queensland. Vediamo prima i coccodrilli nelle rispettive gabbie con un eclettico domatore che ci offre un saggio sull’aggressività dei rettili andandoli a molestare con un rastrello e venendo ripetutamente attaccato. Solo l’esperienza gl’impedisce di finire sul menù odierno di uno di questi. Qualche brutta esperienza deve comunque averla vissuta viste le cicatrici che si ritrova sugli arti. Alle 15 è ora di pranzo e vengono nutriti con dei mezzi polli. Ci viene raccontato come i loro coccodrilli vengano allevati per ottenerne carne commestibile e pellame destinato alla produzione di borse, portafogli, ecc. I più grandi non hanno valore come pelle o carne e vengono tenuti per l’esibizione ai turisti, uno di essi raggiunge la lunghezza di 6 mt. E’ curioso notare come in bocca la lingua faccia contatto col palato impedendo all’animale di inghiottire acqua quando tiene la bocca aperta sott’acqua, salvo aprirsi per far passare il cibo senza essere masticato. Ci confermano che possono trascorrere ore sott’acqua senza respirare. Possono sopravvivere anche per dei mesi senza cibo, pertanto sei / otto pezzi di pollo possono bastare come nutrimento per un anno, mentre loro per tenerli bene glie ne danno una sessantina. Possono vivere fino a 50 / 60 anni. Molti stanno immobili con la bocca aperta per potersi riscaldare: necessitano di una temperatura intorno ai 30/32°, 28° è il limite minimo. Mantenendo la bocca aperta “ingeriscono” calore che la dura corazza non può far passare. Cambiano fino a 46 volte i denti, praticamente cadono e ricrescono in continuo e quando diventano vecchi li perdono completamente. Cionondimeno possono essere pericolosi: vediamo un vecchio animale chiudere la bocca con una tale forza da spezzare qualunque oggetto si trovi preso fra le gengive. In questo caso il mezzo pollo sembra letteralmente sparire tra le fauci. Per uccidere i giovani coccodrilli da carne li stordiscono prima con un dispositivo elettronico posto dietro la testa, quindi vengono rovesciati e finiti per essere squoiati e ricavarne carne e pelle. Vediamo anche dei canguri, wallabies, casuari, pitoni per farci la foto insieme, alligatori americani e un piccolo dingo. I coccodrilli di fiume sono ben riconoscibili dal corpo più minuto e dalle fila di denti più omogenee, si dice che non siano pericolosi per l’uomo, certo che vederne uno vicino non dev’essere una bella esperienza anche senza chiedergli a quale razza appartenga. Sono ormai le 16,30 ed iniziamo il primo tratto di discesa verso sud sulla Bruce Hwy nr. 1, prima verso Ingham poi verso Townsville. Il cielo si è rasserenato nonostante passiamo per Tully, che è la città più piovosa d’Australia con una media di 4000 mm di precipitazioni annue. La conferma ci viene dal verde lussureggiante che ci circonda. Non trovando sistemazioni prima di Townsville, raggiungiamo la capitale del nord Queensland, 150.000 abitanti, una vera metropoli per queste regioni. Andiamo a cena verso le 20 nella Palmer Street, la via dei ristoranti, dove troviamo un grill messicaneggiante che fa al caso nostro e ci saziamo con filetto e tortillas con gamberetti. Una curiosità è data dai bicchieri della birra o altre bevande: vengono conservati in frigo prima di essere serviti ai clienti. Lo stesso vale per il frigobar degli hotel, i quali contengono anche i bicchieri vuoti. Passeggiata nel centro, dall’aspetto molto particolare. The Mall, come tutti i centro città è un CBD, centro commerciale con studi professionali e negozi. Pur essendo domenica sera s’incontrano parecchi bar e ristoranti chiusi mentre in altri si affolla una massa umana urlante, probabilmente ci sono delle partite di football australiano in corso che attivano gli accaniti sostenitori, nonché bevitori. C’è uno scarso passeggio di gente locale e ci sembra di essere gli unici turisti avventuratisi fin qui.

Pernottamento: Townsville – (City Central Motel)