Day 15: 3 settembre 2007

Timone verso sud: la Whitsunday Coast e la Capricorn Coast, fino al tropico del Capricorno a Rockhampton.

Partiamo alle 6,45 h. puntando il timone in direzione sud (e che altro potevamo fare!). La giornata è bella, il paesaggio inizialmente è costellato da piantagioni di canna e mango, per lasciare spazio ad un classico bush con frequenti pascoli. Lungo il percorso incontriamo anche dei cammelli al pascolo. Saliamo una ripida rampa fino in cima ad una collina dalla quale si dominano kmq di pianura sottostante per una ventina di km a sud di Ayr. Proseguendo la nostra corsa in direzione del tropico del Capricorno raggiungiamo Mackay al fondo della WHITSUNDAY COAST, dove la guida consiglia una visita più che giustificata a Bucasia Beach. Troviamo un negozietto molto interessante dove acquistiamo quanto basta per il pranzo odierno e quello dei prossimi giorni. Compriamo infatti due calde meat pie, il piatto nazionale australiano, una sorta di tortina quadrata o rotonda di pasta frolla salata, al cui interno si trova un gustoso ragout speziato. A volte viene aggiunto anche del formaggio. Buona idea per uno snack. Una settantina di km a sud di Mackay incontriamo una spiaggia dove con sommo stupore vediamo gli alberi crescere nel mare lungo la costa. Non si tratta di mangrovie, il tronco è immerso per circa un metro e stupisce come la salsedine consenta a questi alberi di vivere. Le onde sono molto basse, l’Oceano è veramente Pacifico. Alcuni cartelli avvisano di non fare il bagno in quanto si possono trovare dei coccodrilli. Quella che stiamo attraversando è la CAPRICORN COAST. Dopo alcuni acquazzoni anche intensi seguiti da vivaci arcobaleni giungiamo a Rockhampton, città nota per essere la capitale della bistecca. Pernottiamo in un bungalow per 80$, una bella sistemazione che varrebbe la pena apprezzare per qualche giorno. La signora che gestisce il camping ci consiglia per cena il ristorante sito nel locale club di football dove gustiamo ovviamente i filetti di manzo. Ci riforniamo di benzina, quando la giovane benzinaia ci mette in guardia dal passeggiare liberamente per il centro cittadino: una città che lei stessa dice essere bella, con tutta una serie di monumenti di tori piazzati in mezzo alle rotonde o nei punti più impensati, ma non c’è da fidarsi per la presenza di diversi ubriachi e drogati. Confortati anche dalla stanchezza, rientriamo non prima d’aver fatto una foto in notturna al cartello che segna il passaggio del tropico del Capricorno, a poche decine di metri dal nostro bungalow.

Essendo la capitale della carne, con le sue mandrie allo stato libero ed i suoi 50.000 abitanti, Rockhampton è anche la città più western, con una forte presenza di veri cow-boy. Ha un’apparenza molto americana, diversa dal morbido carattere di altre città della costa. E’ curioso notare come l’illuminazione della città sia ridotta all’essenziale, forse anche di meno. Solo la Bruce Hwy, che l’attraversa, è confortata dalla presenza di pali della luce. Tutto intorno è buio fitto ed è poca la luce che arriva dalle abitazioni.

Pernottamento: ROCKHAMPTON – (Southside Holiday Village)