Day 5: 10 agosto 2005 – 834 Km.

L'interminabile sterrato della Cassiar Hwy fino alla Alaska Hwy, in mezzo a pochi insediamenti umani.

Partenza alle 7.15 con temperatura di 8°. Dopo Hazelton il paesaggio cambia e viene contornato da alte vette frastagliate e da ghiacciai che incombono sulla valle. Facciamo un doveroso pieno di carburante alla stazione situata all’incrocio tra la Hwy 16 e la 37, la terribile Cassiar Hwy., lunga quasi 750 km, dove 115 km sono di sterrato, i servizi sono scarsi, le possibilità di pernottamento quasi assenti. Va percorsa in giornata! E’ stata comunque migliorata nel corso degli ultimi anni e lavori di asfaltatura sono tutt’ora in corso. Quando vengono invece effettuate opere di riasfaltatura si ricicla l’asfalto vecchio sciogliendolo ad altissime temperature  e addizionandolo con del catrame nuovo. Serve per non trasportare inutilmente per centinaia di km la materia prima. Superiamo Kitwanga, che ne rappresenta un po’ la porta d’ingresso, e attraversiamo i primi 100 km, belli ma non entusiasmanti, in una boscaglia collinosa che non mozza il fiato. A Mezidin facciamo una deviazione di 23 km verso Stewart in direzione ovest per ammirare il Bear Glacier che si getta in un lago glaciale. A proposito di bear, mentre torniamo sulla Cassiar (Foto2 - Foto3 - Foto4) incrociamo un orso nero intento a mangiare erba sul bordo della strada. Ha un aspetto giocoso, ma le foto che scattiamo da una decina di metri di distanza sono rigorosamente dalla macchina. Quando sono ormai le 14.00 gustiamo il salmone “pescato” ieri in una Rest Area. I pochi mezzi che incrociamo, quando non sono legati ai molti cantieri stradali o al trasporto tronchi (limitatamente alla parte meridionale), sono dei caravan trainati da pick up o camper di proporzioni del tutto inusuali per gli standard europei. La vetture sono scarse. L’ultimo tratto della 37 si snoda tra colline mediobasse, la strada presenta sovente delle buche per quanto sia tutta asfaltata. Poco prima della junction con la Alaska Hwy (alle 19.00h.) entriamo nel Territorio dello Yukon, il cui solo nome incute rispetto al solo pensiero della storia che questa landa desolata ha visto passare. Nelle vicinanze della junction avvistiamo una possibilità di pernottamento nei bungalows di Nugget City,che si traduce in un locale bar-ristorante ed un negozio che vende souvenir, oltre alla pompa di benzina. Cogliamo al volo l’ultima possibilità dal momento che l’alternativa in direzione ovest costerebbe almeno altri 200 km di viaggio! Ceniamo con roast-beef, ma gradiamo particolarmente i dolci fatti in casa con i frutti di bosco locali, che non mancano. Prima di cena la temperatura arriva ancora a 27°, mentre le zanzare incominciano ad inebriarsi col nostro sangue. Ovunque le camere sono protette da robuste zanzariere, ma quando si esce diventa difficile proteggersi. Dopo cena approfittiamo del fatto che a queste latitudini in estate si scorda di far notte per una passeggiata all’imbrunire, quando sono ormai sono le 22.30. Veniamo avvisati di far rumore per allontanare gli orsi che frequentano la zona. Lungo il sentiero mi impossesso di una pala che sbatto rumorosamente contro una pietra per informare gli orsi che siamo in zona. Non si vedono animali, salvo un bel tramonto sul lago.