Day 10: 15 agosto 2005 – 781 Km.

La foresta dei cartelli a Watson Lake e via verso est fino a Fort Nelson fra splendidi paesaggi e animali.

Partiamo alle 8 con una temperatura di 8°, che però oggi raggiungerà il massimo di 14° nelle ore centrali della giornata. Tempo serenissimo e da ieri pomeriggio è scomparso il velo di foschia che ci ha accompagnato in questi giorni. Prima tappa a Watson Lake, la cui attrazione è il noto Sign Post Forest, dove i viaggiatori di tutto il mondo hanno affisso oltre 53.400 cartelli (conteggio costantemente aggiornato). Interessante anche il documentario che mostra per quali ragioni e con quali fatiche sia stata costruita la Alaska Hwy nel 1942. La fermata successiva è a Whirpool Canyon dove vediamo le rapide del fiume Liard, quindi al ponte Liard River Bridge (Foto2) (l’unico rimasto dell’originaria costruzione della Hwy su 114 ponti che vennero edificati) dal quale l’immagine del fiume che scorre ampio è lento è veramente da cartolina. Una cinquantina di km dopo Watson Lake incontriamo una mandria di bisonti (Foto2) che staziona lungo la strada. Il paesaggio è sempre ondulato,  coperto da una splendida foresta boreale  e costellato in continuo da laghi e fiumi. Appena dopo il ponte si fa più aspro e anche la Hwy diventa più stretta e tortuosa come fosse una strada di montagna. La giornata si presenta ricca di incontri con la fauna locale: troviamo sul nostro percorso dei caribou (renne selvatiche) da soli o in gruppetti di tre/quattro con molti piccoli (hanno le corna che stanno ricacciando in questo periodo. Un alce fa bella mostra di sé in un lago scintillante dopo il Muncho Lake. Tutta la zona è particolarmente scenica, in soprattutto il Muncho Lake con le sue acque azzurre. La strada di tanto in tanto è invasa da capre selvatiche intente a leccare l’asfalto salato. Prendiamo un sentiero che ci porta a vedere il Mineral Leak (Foto2), dove normalmente si soffermano gli animali a leccare la roccia che si sfarina, ricca di calcio, quindi utile per far crescere l’ossatura ed in particolare le corna. Costeggiamo il Toad River, che disegna scenari bellissimi. E’ uno dei punti paesaggisticamente più validi, sebbene non particolarmente decantati dalle guide. Arriviamo a quota 1295  mt. sul Summit Pass, dove la temperatura è scesa a 6° e proseguiamo nella valle del Tetsa River dopo aver percorso una strada panoramica che tiene la cresta delle montagne. Nel frattempo il cielo si copre con nuvole di strato leggero. Scendendo, dove ci sono dei lavori in corso ed il senso alternato, una pilot car guida i mezzi in coda lungo percorsi prestabiliti. Poco prima di Steamboat vediamo un elk sul bordo della strada ormai esanime, ucciso in uno dei tanti incidenti che vedono coinvolti gli animali. Arriviamo al B&B che avevamo prenotato in precedenza, l’Avendale Wilderness di Fort Nelson, con splendide camere e legno ovunque. Ceniamo con un piatto non ben definito di polpa di granchio e gamberetti nel ristorante di un Econolodge, l’unico che vediamo aperto. Il villaggio in passato era una stazione di commercio delle pelli.