Day 11: 20 agosto 2004 – 285 km

Attraversamento del San Lorenzo e Parco del Saguenay nel Quebec interno.

Ci svegliamo presto la traversata in traghetto del San Lorenzo, prevista alle 9,30. Vista l’esperienza dell’andata alle 7.50 siamo già al porto. Uno zelante addetto ci fa salire subito con l’auto. Al nostro stupore per averci imbarcato così presto, ci rispondono che il traghetto parte alle 8,00!! Alle 9.30 è la ripartenza da St. Simeon: si tratta del primo segno che la stanchezza inizia ad annebbiare la nostra lucidità. Ma ogni tanto la fortuna e l’oculatezza di arrivare con largo anticipo ci consente di non perdere la corsa. Durante il viaggio parliamo con un geologo del New Brunswick e a metà strada avvistiamo anche una balena bianca, una beluga. Sotto un bel sole saliamo da St. Simeon in direzione nord verso Tadousssac attraversando il fiume Saguenay con il settimo ed ultimo traghetto, ma questa volta il tratto è breve. Quello di Tadoussac è un villaggio gradevole e ci immette nel Parco del Saguenay. La strada che lambisce il parco all’inizio è piena di fattorie e formaggerie. A seguire diventa selvaggia e si snoda all’interno di belle pinete con torrenti ricchi di salmoni. Ci fermiamo per vedere un punto panoramico nella zona di L’Anse Rocher, visitiamo il pittoresco villaggio di St. Rose du Nord e proseguiamo fino a Chicoutimi per tornare indietro sull’altra sponda a Baie Eternité, da dove ci incamminiamo su un sentiero di 3.5 km che si inoltra nel parco fino a mostrare degli splendidi paesaggi (Foto1) sul promontorio aggettante nel fiordo. In un paio d’ore superiamo il tragitto in andata e ritorno. Il punto di arrivo è una enorme statua della Madonna, alta 8 mt, e fatta erigere a fine ottocento da un fortunato viandante a cavallo, salvatosi miracolosamente in seguito della rottura del ghiaccio che ricopriva il fiume d’inverno. Sulla via del ritorno verso La Baie visitiamo una collezione di Sacre Famiglie scolpite in vari tipi di legno da artisti locali. Ci ospita un B&B a La Baie, gradevole, con un bagno da mille e una notte. I proprietari, sono due simpatici signori anziani coi quali ci intratteniamo intrattenuti per sapere come sopravvivono al freddo inverno, dal momento che ci raccontano come le temperature raggiungano i -40°, con punte di -45° per effetto del vento. Hanno tutta una serie di espedienti, come le tubazioni, che vengono interrate a profondità superiori delle nostre. In estate fanno le fondamenta delle case, quindi rivestono il luogo dove dovrà sorgere la casa e in inverno lavorano di fatto al coperto e al caldo. I cappotti sono rinforzati mentre le auto vengono preriscaldate collegandole alla rete elettrica. Anche il fiume in questa zona gelerebbe per un lungo periodo se non venisse tenuta aperta una corsia centrale al fine di consentire alle navi di raggiungere Chicoutimi. Pertanto non è possibile raggiungere l’altra riva a piedi. Occorre inoltre conoscere le zone, ad esempio più a valle esistono correnti sotterranee da rendere lo strato di ghiaccio molto sottile e dunque pericoloso. A La Baie si può invece trivellare il ghiaccio e gettare la canna da pesca stando comodamente seduti sul fiume. Nevica copiosamente, tant’è che ci sono cartelli ad indicare i punti di attraversamento delle motoslitte. E’ probabile che in certe stagioni si usi più la slitta dell’auto.
Cena in un ristorante a poche decine di metri dalla casa che ci ospita (salmone misto con altri pesci e controfiletto al pepe). Passeggiata digestiva fino ad attraversare un ponte in alluminio di cui le guide ne rimarcano la spiccata leggerezza.
Osserviamo come parecchie case, sotto la pensilina spiovente dal tetto, hanno delle ragnatele di plastica per impedire la formazione di candelotti di ghiaccio in inverno.