Day 13: 22 agosto 2004 – km 870

Visita di Montreal e Ottawa, la tranquilla capitale federale, e arrivo a Toronto. Cascate del Niagara by night.

Alle 6 suona la sveglia e prima di colazione, che essendo domenica viene servita solo dopo le 8, visitiamo l’Ile Notre Dame, dove sorge il circuito di Formula 1, che percorrendolo interamente. Dall’isola si ha una splendida vista sulla Skyline di Montreal, grazie ad un meteo perfettamente terso. Proseguiamo per il Mont Royal, una collina che sorge sopra Montreal e che ha dato il nome alla città stessa. Tra amanti del jogging e buddhisti in meditazione, alle 7 abbiamo una visione della città dall’alto. Andiamo infine al centro Olimpico, dove svetta la torre più inclinata del mondo, che sostiene la copertura mobile dello stadio, le cui forme richiamano quelle di una conchiglia. Torniamo al nostro B&B per il breakfast, stupendo gli altri commensali che si erano appena svegliati. Puntiamo il timone su Ottawa (Ontario), che raggiungiamo dopo 200 km. d’autostrada. L’immagine è subito quella di una città pulita e, sebbene sia domenica, non ci sono difficoltà a capire che si tratta della capitale. Ricca di uffici amministrativi dai quali non traspare l’idea frenetica delle città improntate agli affari. Il centro informazioni è come sempre esaustivo: facciamo un giro intorno alla collina del Parlamento, dietro al quale si apre la valle del fiume Ottawa e sull’altra sponda sorge Hull, altra importante città, ma nel Quebec. Il parlamento è suddiviso in tre corpi: quello centrale più maestoso e le ali est e ovest. Tra il corpo centrale e uno laterale sorge il rifugio del gatto randagio, con cucce che sembrano case di bambole. Sembra che sia lì a rappresentare lo spirito canadese di accoglienza e cura dei bisognosi del mondo intero. Di certo i gatti che vi dimorano sono ben pasciuti.
Vediamo dall’esterno la chiesa di Notre Dame (dove un gentile buttafuori ci dice che non si può entrare perché c’è la messa in corso) e il mercatino Byward coi suoi banchi di verdura, frutti di bosco multicolori nonchè prodotti ricavati dall’acero. Facciamo diversi acquisti e a buon prezzo. Usciamo da Ottawa verso le 14 ed andiamo verso Toronto: l’autostrada è trafficata e ci sono dei rallentamenti all’altezza delle grandi città. Giunti a Toronto non vi sono rallentamenti particolari per effetto dell’autostrada, dotata di un numero di corsie che riusciamo a stento a contare. Traffico indemoniato, nonostante il limite degli 80 all’ora viaggiano tutti ben più veloci. Un’esperienza che al solo ricordo ridesta la tensione vissuta. Quando è ormai notte arriviamo a Niagara Falls,  volevamo arrivarci a tutti i costi per vedere le cascate di notte. Pernottiamo in un bel motel, in tipico stile americano, distante  pochi minuti a piedi dalle cascate. La città è una piccola Las Vegas, costellata di casinò e neon da tutte le parti. Ceniamo al casinò in un “all you can eat” e facciamo la nostra parte spendendo la cifra fissa di 22 $.
Diamo un’occhiata ai polli che si fanno spennare alla roulette e ci tuffiamo, almeno metaforicamente, nello spettacolo delle cascate illuminate da fari multicolori. E’ qualcosa di affascinante.