Day 7: 16 agosto 2004 – 748 Km.

Fino a St. John's, where Canada begins. Imbarco notturno da Argentia e 13 ore di traghetto per la Nova Scotia.

Ripartiamo alle 8,10 da Gander dopo una colazione traboccante (crepe ripiena di frutti di bosco, tartina con i mirtilli, ecc.) e con il cielo terso. Appena entrati nel Terranova National Park un cartello ci invita alla prudenza con gli alci, indicandoci quanti incidenti vi sono stati nella zona di quest’anno: 7. Proseguendo lungo la penisola di Bonavista giungiamo al capo omonimo e vediamo the Matthew, la copia della nave utilizzata da Caboto nella sua traversata. Infatti a pochi km di distanza si trova il punto in cui il navigatore veneziano al servizio della corona inglese attraccò nel 1497. Sul luogo si trova una sua statua ed un faro a strisce verticali biancorosse, di notevoli dimensioni. Fu infatti il primo occidentale (se si escludono i vichinghi 500 anni prima) ad approdare sulle coste canadesi e per questa ragione gode qui di maggior fama di quanto non ne abbia nel suo paese nativo. Il capo è paesaggisticamente superlativo, con diverse calette ed un’acqua che sembra quella dei Caraibi, non fosse per la temperatura decisamente più rigida. I faraglioni tutt’intorno sono ricchissimi d’uccelli. Parlando con un benzinaio scopriamo che è da metà giugno che nella regione non piove più con intensità e ciò è confermato dall’erba ormai ingiallita.
Scendiamo attraversando Clarenville e raggiungiamo St. John’s (la capitale di Terranova) a metà pomeriggio. E’ una città portuale con una  popolazione sui 170 mila abitanti. I sobborghi sono un po’ degradati ma noi saliamo al Signal Hill dove si trova la Cabot Tower. Da questo punto si ha una splendida panoramica sul porto e sulle Narrows, le strette che mettono in comunicazione il porto col mare aperto. Si tratta di una baia che la natura ha saputo forgiare in modo impeccabile. Per arrivarci abbiamo lasciato la macchina al centro visitatori e siamo saliti prima alle batterie della Regina, poste sopra le Narrows. Nel centro cittadino vediamo il punto iniziale della Trans Canada Hwy, ossia il km 0. Da qui quasi 8000 km di strada conducono sulla costa del Pacifico nel British Columbia. Questa strada viene tenuta aperta con qualsiasi condizione meteo a costo di notevoli sacrifici. Visitiamo Cape Spear, dove la vegetazione, a dispetto della calma attuale, ci fa pensare che il vento spiri fresco, forte e frequente su questo promontorio che rappresenta il punto più a est del Nord America. Da qui siamo più vicini alla costa Irlandese che al confine occidentale dell’Ontario (a Thunder Bay). Ci sono comunque 4500 km di mare. Vediamo le batterie di guardia risalenti alla II guerra mondiale, messe lì a vigilare contro i sottomarini tedeschi: non vennero mai usate. Alle 18.15 ripartiamo per Argentia. Ceniamo a Placentia come sempre a base di pesce in una delle migliori interpretazioni registrate sul territorio canadese. Con tutto comodo ci avviamo verso Argentia, dal cui porto salperemo alle 23.59 in direzione North Sidney (NS). La motonave si chiama Mr. Joseph & Clara Smallwood. Curiosità: prima di imbarcaci c’è un posto di controllo dove ci chiedono se portiamo con noi terra o piante. Quindi attraversiamo un autolavaggio dove due addetti ci invitano a chiudere i finestrini e ci lavano la macchina, prestando cura alla pulizia delle ruote. Non si tratta della ben nota cortesia dei locali: è per evitare contaminazioni fra zone diverse. Saliamo con l’auto al secondo piano del Ferry (sotto ci sono i camper ed i camions) e raggiungiamo il settimo piano, dove in una stanza condizionata si trovano i daynighters che avevamo prenotato. Si tratta di due poltrone reclinabili dove riusciamo a dormire per l’intera notte. Non è come il proprio letto di casa ma già qualcosa in più di un sedile d’aereo.