Day 9: 18 agosto 2004 – Km. 770

 

Traghetto per Prince Edward Island e si risale il New Brunswick.

 

Scendiamo verso il Canso Causeway e dirigiamo su Caribou, che raggiungiamo alle 10 per l’imbarco delle 11.15, puntuale. Sotto un bellissimo sole lasciamo la Nova Scotia per arrivare in un’ora e un quarto a Wood Island nella Provincia di Price Edward Island, la più piccola delle Province canadesi. Non ci sono paesaggi mozzafiato, ma il rosso intenso della terra, l’azzurro delle acque ed il verde dei prati la rendono degna di visita. Fino a Charlottetown incontriamo diverse fattorie con vistosi cartelli che riportano la scritta “new potatoes”. Effettivamente i campi di questo tubero sono molto frequenti. Stupisce vedere come le patate della regione siano addirittura più indietro delle nostre in montagna. Charlottetown spicca per la ricchezza di viali alberati ma non merita una fermata per i suoi monumenti. Abbiamo osservato che, tanto in città che fuori, gli automobilisti sono attenti con la velocità. Pertanto delle due l’una: o gli abitanti dell’isola sono molto prudenti oppure la polizia è particolarmente efficiente. Lasciamo Prince Edward passando sul Confederation Bridge, che dicono essere il ponte più lungo del mondo con i suoi 13 km. Dall’altra parte c’è il New Brunswick, ma non ci fermiamo fino a Campbellton, al confine con il Quebec. La zona percorsa è ben coperta da foreste con paesaggio talvolta monotono. Un cartello stradale indica il numero di telefono da chiamare nel caso di avvistamento di alci. Di tanto in tanto delle reti a bordo strada hanno l’evidente compito di impedire agli animali di attraversare la strada. Non abbiamo comunque fatto incontri. Ci fermiamo nella cittadina turistica di Carleton presso il Marie Claire B&B.
Ceniamo con aragosta sapientemente cucinata da un marocchino, Mustafà. Il ristorante si trova sulla costa e ci è stato giustamente raccomandato da Marie Claire. Assaggiare l’aragosta in questa che ne è la capitale della pesca è quasi un obbligo, sapere che vengono uccise per immersione nell’acqua bollente ci fa sentire dei barbari.