Day 12: 21 agosto 2004 – 665 km

Attraversando foreste fino al Parco della Mauricie e il contrasto con la metropoli: Montreal.

Ottima la colazione con egg and bacon. Ma al momento di uscire vediamo su una parete un quadro con il Cervino, quale emozione a tanta distanza. I padroni non sapevano neanche dove fosse quella montagna, glie l’abbiamo spiegato noi con dovizia di particolari. La casa è comunque assai particolare dal momento che di tanto in tanto da una porta sbucano anzianotti, ospiti, ecc. Sotto un bel sole ci dirigiamo verso il Lac St. Jean in un contesto prettamente agricolo, dove spiccano coltivazioni di patate, cavoli e mais. Da distante il lago quasi non si vede in quanto nei dintorni è tutto pianeggiante, ma le sue le dimensioni sono tali da consentire di vedere l’altra sponda in poche occasioni. Dal punto di vista turistico niente di particolare. Imbocchiamo invece la 155 in direzione sud, che passa in una zona intensamente boscosa e disabitata. Le poche stradine laterali conducono a zone utilizzate per il taglio della legna e vi sono sparuti campeggi dove si pratica la canoa oppure la caccia, in tutto 80 km fino a La Tuque in un bel paesaggio contornato da laghi. Giunti a La Tuque sentiamo un odore terribile dovuto al vicino stabilimento per la produzione di polpa da carta. La città ha uno strano aspetto, quasi pionieristico. Ciò è forse dovuto alla sua particolare posizione isolata, nonostante la popolazione conti 33.000 abitanti. Seguiamo l’ampio e lento Riviere di St. Maurice per oltrepassarlo e risalire sull’altra sponda a raggiungere St. Jean des Piles, da dove imbocchiamo una strada nel Parco della Mauricie, che con un percorso di 63 km ci porta a vedere i siti più interessanti. Ci fermiamo in alcuni punti panoramici, che richiedono normalmente una decina di minuti a piedi per essere raggiunti. Il parco è percorso da una serie di sentieri che alternano tratti di camminata a piedi con traversate in canoa sul lago. Alla fine del lago il sentiero ricomincia per finire al prossimo, dove si mette nuovamente in acqua la canoa. Quello della canoa è uno degli sport più diffusi e ne vale veramente la pena in quanto la conformazione del territorio sembra fatta apposta. Usciti dal parco, per zone agricole prendiamo la direzione di Trois Rivieres, che tuttavia non raggiungiamo, per deviare direttamente sulla litoranea 138 del San Lorenzo, denominata Chemin du Roi, scendendo fino a Montreal tra case e paesaggi ameni. Raggiungiamo il B&B gestito da una signora cinese, lasciamo le valige e ci dirigiamo nella Vieux Montreal. Qui, all’imbrunire di una giornata luminosa, vediamo la chiesa di Notre Dame (copia uguale della più famosa di Parigi), il Municipio, il vecchio porto, Place Cartier con il suo affollato mercatino e la Place Royale che non ci ha entusiasmato. Ceniamo in un ristorante della Vieux Montreal monotonamente con del salmone. Alle 23 siamo a dormire.