Day 6: 15 agosto 2004 – 822 Km.

Alla scoperta di Terranova: Gros Morne Park fino a Gander, dove il tempo si è fermato al momento giusto.

Ann Bennet (l’anziana  proprietaria) ci fornisce una colazione che, vista l’abbondanza, riusciamo a terminare con fatica. Nella notte non possiamo dimenticare l’attracco al porto, niente di avventuroso ma molto suggestivo: la nave che si avvicinava quasi impercettibilmente al porto, mentre la nebbia lasciava a malapena trasparire le luci a terra. Non un rumore di motori o altro suono che la sirena di bordo interrompevano un silenzio che ci ha fatto per qualche minuto immaginare un ambiente d’altri tempi, ispiratore di decine di film. Terranova come fuso orario è mezz’ora più indietro rispetto alle Provincie Atlantiche, quindi 4h ½ rispetto all’Italia.
Uno splendido sole ci accompagna mentre proseguiamo fino a Deer Lake e deviamo per Gros Morne. Visitiamo il parco omonimo raggiungendo Norris Point (Foto1). Scendiamo in paese, acquistiamo alcune cartoline e troviamo un punto panoramico per consumare il pranzo. Fotografie e filmato si sprecano, di fronte a tanta bellezza della natura. Due sono i colori che riempiono l’orizzonte: il blu del cielo e del fiordo ed il verde che riempie gli spazi rimanenti. A seguire riscendiamo la strada percorsa fin quasi all’imbocco del parco e risaliamo sul lato sud fino a Woody Point, quindi a Trout River lungo una strada che costeggia la Talbleland, un gruppo montuoso privo di vegetazione con colorazione tendente al rosso. Con questo abbiamo percorso tutte le strade del parco, traendone una impressione indimenticabile. Di ritorno a Deer Lake facciamo benzina pagandola 94,3 c/$ (0.59 €, il rifornimento più caro in assoluto). Pernottiamo in un bel B&B di Gander, dove una gentile signora (Cecile) che ci spiega come la vita lontano dalla “civiltà” non sia poi tanto male. L’idea di andare in una metropoli la spaventa, qui si conoscono quasi tutti,  almeno di vista. La cittadina conta 13.000 abitanti ed è un importante centro aeronautico, sia militare che civile, nonché per le rilevazioni meteo. Ci dice che la gente vive essenzialmente intorno a queste attività e la criminalità è zero, tanto da dirci che se vogliamo chiudere a chiave la stanza siamo liberi di farlo, ma la porta principale della casa e con essa tutta l’abitazione non vengono chiusi nemmeno di notte. Ci viene da chiedere asilo politico in questo luogo che molti troverebbero poco eccitante. La vita scorre molto tranquilla ed è solo stata sconvolta in occasione del tragico incidente aereo avvenuto pochi giorni prima del Natale 1985. In quell’occasione un aereo militare americano con a bordo 250 soldati provenienti dal Medio Oriente che aveva fatto scalo a Gander, non riuscì a decollare e si schiantò nella foresta vicina, il cui vuoto di alberi è ben visibile ancora adesso. Non vi furono superstiti.
Andiamo a cena in un ristorante romantico, consigliatoci da Cecile, dove ceniamo con un piatto di salmone. Ottimo il dolce, un cheescake. Prezzi ragionevoli. Quando sono ormai le 22 ed un forte vento sta abbassando considerevolmente le temperature andiamo a fare provvista di bevande in un drugstore locale.