Day 7. - 20 ago 08

 

Il giorno in cui la libertà diventa immagine: a cavallo lungo le sponde del lago Huvsgul

Il giro a cavallo di un’ora lungo il lago ci restituisce un senso di libertà, che il canto del wrangler vestito con l’abito tradizionale rende ancora più suggestivo. Si pranza alle 12 in punto per essere pronti alle 14. Altre due ore in groppa al cavallo, tanto è stata bella l’esperienza mattutina. Ad accompagnarci stavolta c’è anche il figlio del wrangler. Ha 7 anni e quando è in sella dimostra una padronanza come se sul cavallo ci fosse nato. Quando è in sella evidenzia una gestualità da adulto per imporre al cavallo cosa deve fare, poi quando scende torna un ragazzino come tutti gli altri.

Questo ci fa capire il perché del successo di Gengis Khan. Ma è anche vero il detto che ricorda come i regni conquistati a cavallo non possano essere amministrati restando a cavallo. Costeggiamo nuovamente il lago e rientriamo passando per la foresta.

Ci invita nella sua ger, straordinariamente pulita ed ospitale, dove non compaiono bottiglie di vodka. Ci viene offerto dello yogurt di yak (tarag o tarikh) e non esito a fare il bis non appena se ne presenta l’occasione. Hanno una piccola televisione in bianco e nero con tanto di parabolica appoggiata per terra fuori della ger, che alimentano con un pannello solare collegato ad una batteria da auto. Quando è ora, collegano le pinze ai morsetti, si vede una scintilla e la TV si accende. Facciamo conoscenza con la sua signora e con lei riusciamo a comunicare a gesti e con il poco inglese che conosce, mentre il marito esce a spaccare legna. Scopriamo che lui ha il titolo di Elefante dell’aimag di Khuvsgul, l’onorificenza più alta guadagnata nelle gare di lotta libera. La stazza imponente infatti faceva supporre che non fosse un danzatore classico, ma solo vedere le sue foto dove mostra i muscoli dopo una gara impone il massimo rispetto. Le medaglie sono appese al fondo a testimoniare l’orgoglio del padrone di casa, trentasettenne. Sono di etnia dharkad. La signora, che ha 43 anni ma ne dimostra persino di più, ci dice che questo è il campo estivo, per l’inverno andranno in montagna. Parendo un controsenso e temendo di non avere capito bene ci facciamo ripetere l’asserzione, ma è proprio così. D’inverno vanno in montagna dove fa un po’ più freddo ma nevica di meno e gli yak possono trovare erba con maggiore facilità. Dispongono di un parco animali composto da 49 yak e 89 pecore. Il figlio a settembre andrà a scuola a Khatgal e vi resterà fino a giugno, quando raggiungerà i genitori nei pascoli estivi lungo il lago. Il poveretto avrà un piccolo incidente la sera stessa: mentre sta spostando alcuni cavalli, altri gli passano davanti ed i suoi tendono a seguirli. A questo punto il piccolo cerca invano di trattenerli scivolando per terra e scorticandosi. Solo quale graffio, ma l’attento, severo e nel contempo amorevole padre, gli vieta di piangere di fronte ad altri. Non si addice ad un uomo! In effetti fierezza ed orgoglio dovrebbero essere una virtù, ma ormai tendiamo a considerarli valori superati dal relativismo.

Riprendiamo i cavalli e facciamo ritorno al nostro campo consci d’aver vissuto una giornata di vera libertà. A tal proposito, in serata incontriamo una signora americana, ma nativa della Germania Est, la quale ci racconta di essere scappata 40 anni fa dalla Turingia. La fuga è avvenuta fra mille traversie insieme a suo padre, lasciando a casa il poco che avevano. Lo stesso genitore le aveva fatto promettere di non tornare mai più in quella terra ingrata. Ma lei, una volta caduto il Muro e non essendoci più suo padre, è ritornata a far visita ai parenti rimasti ed ai luoghi in cui ha vissuto l’infanzia.

Lo chef per cena propone un risotto con carne e verdura, insalata di carote e aglio tritato. Qualche alitata ci servirà per attizzare il fuoco della stufa! Per cena assaggiamo nuovamente lo yogurt che abbiamo già gustato nel pomeriggio, stavolta con marmellata di mirtilli: ed è sempre un piacere. Questa la risposta migliore a chi ancora sostiene che in Mongolia si mangia male. Un cielo sereno e fresco accompagna il fine serata.

Huvsgul - (Nature’s door ger camp)