Day 6 : mer. 7 ottobre 2015

 

Green Mountain N.F.: bei paesaggi ma anche sciroppo d'acero e birrerie 

 

Ancora una volta si parte in un apogeo di colori, che si scopre man mano che la tenue nebbia presente si dissolve, lasciando intravedere un panorama incantato. E ancora una volta il sole torna a splendere illuminando quanto ci contorna. Il tutto non prima di abbondante colazione a base di uova, pancetta e frutta preparata in modo assai coreografico. Corriamo sempre sulla VT100 South, attraversando località sciistiche, verso Bridgwaters Corner per la visita alla birreria Long Trail. E’ una fra le più famose della zona ed offre la possibilità di capire come viene prodotta ed imbottigliata la bevanda. Facciamo un minimo di rifornimento alimentare da consumare durante il pranzo e ci dirigiamo a Woodstock, altro villaggio gradevole, ornato da molti fiori e nei cui dintorni si trova un bel ponte coperto. Il Vermont è ricco di questi ponti, tanto da farne una vera icona. Alcuni sono decisamente belli, decorati e verniciati a tinte vivaci, rappresentando una caratteristica del paesaggio, altri lasciano abbastanza a desiderare per la loro semplicità. Di certo in passato servivano tutti ad impedire spesse quanto pericolose formazioni di ghiaccio.

La Quechee Gorge è una stretta gola solcata da un impronunciabile torrente con nome indiano ed attraversata dalla US4; percorriamo i sentieri a monte e a valle della strada per un tratto complessivo non inferiore ai 2 km., per scoprire che la vista migliore si ha dal ponte sul quale corre la trafficata statale.

Verso l’ora di pranzo capitiamo alla Sugarbush Cheese & Maple Syrup Farm, che richiede una deviazione di qualche miglio a nord di Woodstock. Oltre alla visita al luogo di produzione dello sciroppo, possiamo fare il picnic ad un tavolo posto nelle vicinanze della farm con Jack, formaggio locale avvolto nella cera come tutti gli altri, e birra acquistata alla Long Trail. Non si può chiedere di più, del resto il mare non è vicino e qui gli astici non sono di casa. Intorno all’azienda è stata allestita una passeggiata nel bosco di aceri (dove è stato lasciato il sistema di tubicini per la raccolta a titolo didattico) che percorriamo anche come “digestivo”. Alcuni cartelli ed una chiacchierata con il disponibile personale della Mill ci consentono d’integrare la nostra cultura in materia. Gli allevamenti sono a grande maggioranza di bovini, che vanno via via sostituendo gli ovini. Esistono inoltre apprezzabili formaggi di capra. A rischio di sembrare monotoni, rimarchiamo ancora una volta le splendide colorazioni della foresta mentre rientriamo sulla US100 per immergerci nella parte meridionale delle Green Mountain, con le innumerevoli fermate fotografiche. Anche se vengono definite montagne, per le nostre abitudini sarebbe più proprio definirle colline un po’ cresciute. A Londonderry (ma non siamo nell’Irlanda del Nord) deviamo sulla US30 per Manchester a vedere la parte orientale della National Forest. Anche qui troviamo paesini ordinati, nei quali il livello di vita dev’essere più che decoroso. Alle 16 chiude la strada che porta al monte Equinox per la salita in auto, arriviamo tardi e ce ne faremo una ragione; il sentiero non chiude ma la notte ci avrebbe colto prima della discesa. Ancora un paio di ponti coperti e, attraversando Bennington, raggiungiamo le Berkshire Hills a Williamstown (ormai nuovamente nel Massachusetts) e ci dirigiamo ulteriormente a sud fino a Pittsfield, ma la città ci risulta essere troppo grande. Noi, ormai abituati al fatto che il colore verde-giallo-rosso debba essere quello delle foglie piuttosto che dei semafori, rientriamo di qualche miglio per stabilire dimora in un piacevole motel, non prima però di aver cenato al Bob’s Country Kitchen, mancava solo Fonzie e poi si sarebbe potuta girare una puntata di Happy Days!

 

Pernottamento: PITTSFIELD - The Watervane Motel