Day 7 : gio. 8 ottobre 2015

 

Mohawk Trail: un antico sentiero indiano divenuto statale - La costa del Connecticut e Rhode Island

 

Risaliamo una decina di miglia per ritornare a Williamstown e da lì intraprendere il Mohawk Trail. Il trail in realtà è la US2, costruita dove un tempo correva il sentiero indiano per superare i rilievi verso ovest. Strada di 63 miglia che ci portano fino a Greenfield. Il paesaggio non è mozzafiato come sulle altre strade percorse in precedenza, considerando anche il fatto di essere in una zona meno montana, ma ci sono dei punti in cui la tappa è più che meritata. Iniziamo dal Natural Bridge State Park, con bella cascata che scende su un velluto marmoreo. Proseguendo spicca in particolare il ponte, questa volta scoperto, di Shelburne Falls. E’ un passaggio pedonale (Foto2) circondato da un vero giardino botanico, perfettamente fiorito, nonostante la stagione. Pur non rappresentando una meta turistica di rilievo, restiamo ammirati di come con poco si possa ottenere così tanto in termini di bellezza, fermo restando lo sfondo non comune. Il meteo favorevole che mette in risalto il cobalto del torrente sottostante gioca un ruolo importante per ottenere il quadro complessivo. Anche lungo il trail non mancano villaggi di origine francese come Charlemont o Savoy. Proprio a Charlemont rendiamo omaggio ad un monumento al passato, ovvero l’Hail to the Sunrise, statua rappresentante un Mohawk nella sua espressione di saluto al sole e nel contempo omaggio alla popolazione indiana falcidiata dalla colonizzazione. Turners Falls merita una breve sosta lungo il fiume Connecticut nel punto in cui si trova la diga e l’annessa scala che permette la risalita dei salmoni (che avviene verso il mese di maggio). A Greenfield salutiamo il countryside e prendiamo la Interstate 91 South, anch’essa comunque bordata dai vivaci colori autunnali. Dopo una corsa di 170 km giungiamo a New Haven, nel Connecticut. In realtà la cittadina non ha molto da mostrare al di fuori del rinomato campus di Yale. A ben vedere, anche questo non mostra poi edifici che da soli valgano questa visita, ci troviamo nella solita cittadina universitaria resa gradevole dall’aria giovanile. Molti i locali frequentati dagli studenti, che per potersi laureare qui devono sborsare fior di soldi; ma è il prezzo che si paga per avere l’eccellenza. In qualche modo non distante da quanto vedremo domani nell’ancor più nota Harvard. Non paghi della giornata voltiamo la prua verso est per dirigerci sulla Highway 95 verso Newport, con un tratto intermedio percorso sulla statale onde ammirare meglio il paesaggio. L’autostrada corre nell’entroterra in parallelo alla costa in una regione balneare che da sempre attrae la crema delle grandi città statunitensi. Pertanto nella zona vi è uno sfoggio di ville abnormi, rese ancor più  voluttuarie se si considera che venivano usate per poche settimane all’anno, ma nell’epoca d’oro del capitalismo USA rappresentavano uno status symbol. I pronipoti di Rockfeller e Vanderbilt oggi scelgono mete più esotiche per trascorrere il loro tempo libero, mentre i loro avi vissuti nell’800 disponevano di ben altri mezzi di trasporto ed avere una riviera a portata di mano significava un grosso vantaggio. In effetti Long Island si trova proprio di fronte a New Haven, mentre New York dista appena qualche decina di km. E’ così che arrivati a Newport al calar del sole ci precipitiamo lungo un sentiero denominato Cliff Walk, sul cui lato sinistro c’è la scogliera scoscesa verso il mare e su quello destro le mega ville oggi trasformati in musei o residenze di soggiorno. Mentre il tramonto regala splendide viste su angoli già di per sé incantevoli percorriamo l’intero tratto di 6 km e ritorniamo indietro ormai con il favore delle tenebre. Non resta che recuperare l’auto rimasta sola nel parcheggio di fronte alla spiaggia e spingerci di qualche miglio verso l’interno alla ricerca di cena e pernottamento. La prima sarà una vera delizia: alla reception dell’hotel ci viene consigliato un locale seminascosto dove mangiare dell’ottimo pesce. In realtà si tratta di pescheria con ristorante annesso. Si ordina all’ingresso guardando un menu accompagnato da foto esemplificative che scorrono  su uno schermo digitale TV, ci si va a sedere e dopo pochi minuti inizia la festa, prima per gli occhi e dopo per il palato!. Condividiamo un grosso astice e poi esagero con un fritto misto di dimensioni epocali (l’atlantic salmon sarà invece più leggero). Fermo sulla regola che il cibo va consumato, mi troverò a trascorre una notte ricca di emozioni oniriche. Esperienza comunque positiva anche se meglio non ripeterla tutte le settimane.

 

Pernottamento: NEWPORT/MIDDLETOWN - Travelodge