Day 1: lun. 20 dicembre 2010

L'arrivo a Buenos Aires

Anche quest’anno il maltempo ha deciso di ostacolare il viaggio dei turisti natalizi. Il nord Europa è attanagliato da neve e gelo, cosa che ha richiesto la chiusura di diversi scali con ripercussioni un po’ ovunque. Da Torino raggiungiamo Madrid con mezz’ora di ritardo, ma non ci sono problemi ed arriviamo in tempo per la coincidenza su Buenos Aires, con circa un’ora di ritardo, che manterrà fino alla fine. L’unico brivido lo viviamo al momento dell’arrivo all’aeroporto di Buenos Aires, quando l’Airbus 340-600 dell’Iberia al momento di atterrare è costretto ad una repentina risalita. Mancavano poche decine di centimetri al contatto col suolo e vedevamo l’aereo continuare a correre “nell’aria” in attesa di un contatto col suolo che non avveniva mai. Dopo alcuni eterni secondi, le luci dell’aeroporto che ormai erano alla nostra altezza tornano ad allontanarsi e l’aereo riprende nuovamente quota per un ulteriore giro sulla città. Il comandante ci informa che c’era traffico sulla pista e l’atterraggio era pertanto impossibile. Non sappiamo se la spiegazione sia tranquillizzante per il pericolo scampato o allarmante per il rischio corso. E’ comunque difficile rendersi conto di quanto sia realmente accaduto. Certo è che se un velivolo da 350 tonn. è costretto ad un nuovo decollo qualcosa di significativo dev’essere successo. Il secondo atterraggio avviene stavolta nel totale rispetto delle regole e scendiamo dall’aereo quando in Italia sono ormai le 2 del mattino, stanchi sì, ma per nulla assonnati!!

Le guide che abbiamo letto in preparazione al viaggio ci avvertivano di prestare particolare attenzione a Buenos Aires, città rischiosa in termini di borseggi ed inganni in ordine sparso. In effetti, come in ogni capitale latina, fuori dall’aeroporto di Ezeiza incontriamo ogni genere di umanità. Ma forse il peggio lo si incontra prima di uscire dall’edificio: pochi funzionari al controllo dei passaporti con una farraginosità burocratica tipica dei Paesi latini allungano i tempi per espletare le formalità dell’immigrazione, cambi sfavorevoli e tariffe di trasporto elevate per chi non conosce le abitudini,mettono immediatamente in guardia di quanto si debba restare con le antenne diritte. Tutto sembra essere messo lì proprio accalappiare gli stanchi viaggiatori appena sbarcati.

Sono ormai le 23 quando andiamo a prendere un taxi, di quelli ufficiali (giallo neri), prenotandolo in un box che ci offre la sicurezza di essere recapitati a destino ma pagando qualche pesos in più. In futuro prenderemo ogni genere di taxi, senza prenotazione, purché abbiano le insegne dell’ufficialità. Il taxista ha origini bergamasche e ci offre una prima panoramica dell’Argentina: economicamente, a parte il Brasile, secondo lui ci troviamo nel Paese più ricco del Sudamerica (forse si dimentica del Cile), nella cosiddetta Svizzera del Sudamerica. Il tutto dopo averci spiegato la difficile situazione che stanno attraversando. Parlano di crisi ma occorre riparametrarla agli standards sudamericani, non certo a quegli europei. Sembra comunque che il lavoro non manchi, il problema è che si deve lavorare molto per guadagnare poco. L’inflazione all’8% mensile fa il resto. Purtroppo l’inflazione non riesce ad incidere sul cambio, rendendo pertanto i prodotti argentini più cari e meno appetibili le esportazioni verso Paesi terzi. Lo vedremo anche in seguito, i prezzi sono di solito mediamente simili ai nostri (fatta eccezione per ristoranti, taxi e poche altre cose), che diventano assai elevati di fronte allo scarso potere d’acquisto della cittadinanza argentina. Ciò rende impossibile l’acquisto di immobili, mentre molti spagnoli benestanti hanno investito recentemente da queste parti in seguito alla crisi che ha colpito il Paese iberico. Rispetto ad altre città del Sudamerica il taxista ci dice che Buenos Aires è molto sicura.

 Verso la mezzanotte siamo finalmente in camera. La fase critica della stanchezza è orami superata ma qualche ora di riposo può solo aiutare ad essere più svegli domattina, quando affronteremo il tour della città. L’hotel è situato nel quartiere della Recoleta ed ha il pregio di essere in buona posizione rispetto alle nostre prossime destinazioni. Fa caldo ma non è molto umido, pertanto sopportabile.


Pernottamento:  
BUENOS AIRES – Park Elegance Unique Hotel