Day 10 : mer. 29 dicembre 20109


Gita entusiasmante sotto i Cuernos del Paine nella Valle del Frances


Parco Torres Del Paine (Cile)

In tanti anni di vagabondaggio per le Alpi e non solo, mai era capitato d’iniziare una gita con 40 minuti di traghetto per raggiungere l’inizio del sentiero. Così avviene invece nel primo dei due giorni dedicato al parco del Paine. Ma andiamo per ordine: fermo restando che alle 9,30 il traghetto parte e non ci aspetta, cerchiamo di anticipare il più possibile la colazione e alle 6,45 siamo pronti a partire. Lungo la strada s’incontrano distese di lupini e ginestre (vegetazione che caratterizzerà tutta l’area), mentre numerose volpi attraversano la strada al mattino presto. Dobbiamo inoltre registrarci ed acquistare il biglietto valido per tre giorni nel parco. Saremmo perfettamente in orario se non fosse che durante il percorso che conduce all’ingresso sud del parco (Guarderia Serrano, dove compriamo il pass per l’ingresso) ci compaiono degli scorci che impongono uno stop di ammirazione e quindi anche fotografico. Pur non rimanendo incantati di fronte a tanta bellezza il tempo scorre, ma arriviamo a Pudeto per imbarcarci su un battello stipato all’inverosimile di escursionisti di ogni genere e provenienza. Navighiamo sul lago Pehoé, dai colori turchesi così intensi da sembrare solidi, al cospetto dei Cuernos del Paine e dei suoi vicini. Poco dopo la partenza c’è il Salto Grande, una cascata che funge da collegamento tra due laghi e rappresenta una delle attrazioni. Restiamo sul ponte del catamarano, sferzati da un forte vento che non scalfisce la nostra resistenza dinanzi ad un quadro d’ineguagliabile fattura. Cosa che un artista avrebbe si sarebbe solo potuto limitare a copiarlo pedestremente. Il cielo fa da contraltare ai colori del lago o viceversa. In mezzo, montagne massicce elevano le loro punte al culmine di ripide pareti. Il colore dell’acqua è anche denominato “latte glaciale”. Ciò si deve alle particelle di sabbia finissima in sospensione che lasciano filtrare tutti i colori ad eccezione del blu, che viene pertanto riflesso. Un po’ la stessa cosa che avviene con il colore del ghiaccio, più è compresso e più marcata è la tonalità del blu.

Il doppio colore delle rocce deriva alla base dal magma raffreddato, dando vita al granito. La parte scura sovrastante è invece dovuta alle sedimentazioni di polveri vulcaniche che hanno raggiunto lo spessore di qualche centinaio di metri. L'erosione dei ghiacciai ha poi fatto il resto, creando pareti superiori ai 1000 metri.

Una volta sbarcati inizia un altro conto alla rovescia. Oggi intendiamo arrivare ad un belvedere situato nella Valle del Frances (nonché parte del percorso W) e dobbiamo essere di ritorno per il traghetto delle 18,30. Arrivare oltre significherebbe passare la notte in loco e rovinare i piani del giorno dopo. Orologio alla mano contiamo i tempi intermedi, sapendo che al ritorno non riusciremo a recuperarne, dal momento che è tutto un saliscendi. Partendo dal rifugio Los Cuernos in un’ora e 40 raggiungiamo il Campamento Italiano, dentro un bosco di ñire, imboccando così la valle del Frances ed inoltrandoci al suo interno fino al Campamento Britannico (in altrettanto tempo) situato più in alto ma senza fare molto dislivello. L’ultimo tratto presenta finalmente una buona salita per raggiungere un belvedere situato al centro della valle, dal quale si ha una splendida vista. Per la verità saliamo ancora un po’ oltre in direzione dei Cuernos in un’altra ora. Di fronte si trova il gruppo del Cerro Paine Grande con gli imponenti ghiacciai. Rientro rapido quanto lungo e talvolta reso monotono dalla stanchezza che inizia ad affiorare, non certo dal paesaggio. Siamo di ritorno mezz’ora prima della partenza del catamarano, ovvero al tempo che ci eravamo prefissati, tanto per non correre rischi. In tutto abbiamo percorso almeno 900 mt. di dislivello in una giornata dove abbiamo goduto di un sole costante e di immagini indimenticabili. Così come all’andata, il rientro richiede un paio d’ore d’auto su strada sterrata e l’arrivo a Puerto Natales avviene non prima delle 21,30. Celebriamo la splendida quanto lunga giornata con una centolla con maionese e salmone a la plancha al ristorante La Barbuja.

Pernottamento: PUERTO NATALES – Casa Cecilia                                                                        220 km.