Day 11 : gio. 30 dicembre 20109


Seconda giornata nel Paine. Oggi si va alla base delle Torres del Paine


Se ieri abbiamo dedicato la giornata ai Cuernos, oggi tocca alle Torri del Paine, il vero simbolo del parco. Questa volta entriamo dal settore orientale passando in mezzo a numerosi guanachi che si godono il fresco mattutino. Abbiamo scoperto che il guanaco, così come il nandù, è commestibile e da questo momento staremo attenti ai menu che ci vengono proposti. La giornata è ancora bella, pur non avendo più lo splendore unico di quella di ieri. Entriamo nel Parco da est, presso la Guarderia Laguna Amarga. Il primo brivido lo proviamo ad attraversare un ponte che sembra il bonsai di quello di Brooklyn. Sotto scorre un torrente impetuoso, la larghezza consente il passaggio misurato di una vettura (dopo attenta verifica dei dati della stessa sul libretto) ed il peso è limitato a 1500 kg in tutto, previa raccomandazione di far scendere i passeggeri. Condizionati da tutte queste prescrizioni torniamo brevemente indietro all’ingresso dove stazionano i guardaparco, ai quali chiediamo lumi. Ci dicono di attraversare tranquillamente che non dovrebbe succedere nulla. Cosa che facciamo con una certa prudenza, anche perché passare più veloci coinciderebbe col rigare le fiancate. Lasciamo il mezzo presso l’ Hotel Las Torres ed iniziamo un percorso di quasi 3 ore, corrispondenti a 1.000 mt. di dislivello. Mentre siamo nel bosco in basso una lieve pioggia si fa appena sentire in mezzo al caldo umido ma gli alberi impediscono all’acqua di filtrare. Scendiamo al Campamento Cileno (c’è anche un rifugio) per arrivare a quello del Torres, che adduce ad un ultimo tratto di ripida salita per uscire sotto gli incombenti campanili delle Torres. Nel frattempo la pioggia lascia spazio ad un caldo sole che illumina tutto ad eccezione del culmine delle Torri. Le cime restano avvolte da un alone di nuvole che vanno e vengono e che di tanto in tanto lasciano trasparire le vette. Nel pomeriggio il sole s’impadronirà di tutto il parco, fatta eccezione delle nostre punte ormai quasi interamente libere da nuvole ma con lo sfondo che rimane grigio, cosa peraltro niente rara. Si riesce comunque ad apprezzarne pienamente la maestosità, che ne giustifica ampiamente la fama.

Rientrando passiamo dalla Laguna Azul, con le torri rigorosamente di sfondo. Il nome la dice lunga su quanto ci troviamo di fronte. Sulla strada che porta alla laguna incontriamo la Cascata Paine, della quale non sapevamo molto ma che invece da sola sarebbe comunque valsa la deviazione. Le ombre iniziano ad allungarsi e non ci stanchiamo di guardare i tanti guanachi che in gruppo si godono quest’ultimo spicchio di pomeriggio. Sono tante piccole scenette di un teatrino: il piccolo che succhia il latte dalla madre, i giovani del branco che scacciano l’anziano mentre cerca di rientrare, ecc. Questa sera riusciamo a rientrare prima e ci possiamo concedere una cena tranquilla: andiamo al ristorante Don Jorge e tocca alla parrillada, un misto di carne alla griglia contenente carne di vitello, agnello, pollo, sanguinacci e salsiccia piccante. Il necessario per toglierci quel “minimo” di appetito. I dolci spaziano dalla moussse di calafate al flan casero. Nel ristorante, mentre stiamo per terminare le libagioni, si apprestano a preparare il cenone dell’indomani. A tal fine impiccano alcuni agnelli per l’asado, i quali vengono messi al palo per essere cucinati il giorno successivo. Dicono che vanno lasciati frollare così per diventare più buoni. Noi sappiamo solo che passando il mattino dopo il loro aspetto non è dei più appetitosi, ma non abbiamo alcun dubbio che lo diventerà non appena verrà acceso il fuoco in mezzo. Per Capodanno hanno in previsione di preparare 6 agnelli. I primi tre inizieranno a girare intorno al fuoco verso le 14 mentre i successivi andranno su 3 ore dopo, che è il tempo necessario per cuocere l’asado al palo. Un sonno ristoratore quanto legittimo ci consolerà delle fatiche.


     Pernottamento: PUERTO NATALES – Casa Cecilia                                                                                275 km.