Day 12 : ven. 31 dicembre 20109


Rientro dal Paine e finale d'anno col botto! Il Perito Moreno sotto un sole splendente



Sulla carta il programma prevedeva una giornata relativamente tranquilla di trasferimento a El Calafate. In realtà è stato molto di più, diventando una giornata che difficilmente sarà possibile scordare.

A Puerto Natales ce la prendiamo comoda, dedicando le prime ore a qualche compera, tanto che partiamo alle 10,30 in direzione nord. Passiamo nuovamente vicino a Puerto Bories, un ex macello per la lavorazione della carne e andiamo a varcare il confine di Cerro Castillo sul lato cileno e Cancha Carrera su quello argentino. Si tratta di un posto frontaliero poco trafficato e le operazioni durano relativamente poco. Si ha persino la sensazione che i funzionari cerchino di tirarla per le lunghe tanto per ingannare il tempo ed avere qualcuno con cui parlare. Se poi sono italiani iniziano a sfoderare qualche parola nella nostra lingua e iniziare discorsi su qualsiasi argomento possa accomunarci, in primis il calcio. Sbirciando sul registro argentino dove vengono riportati tutti i passaggi (il computer è ancora un marchingegno da scoprire) veniamo a conoscenza che il giorno 27 dicembre sono transitati solo quattro veicoli. Questo succede mentre siamo in alta stagione e il salotto che si trova dietro il bancone con televisione e divano ci fornisce la risposta allo stress che deve avere chi lavora da queste parti, ma anche della loro frustrazione condita di solitudine. Il concetto di formalità della divisa che conosciamo in Europa è ben altra cosa a queste latitudini e i tempi non lontani in cui i regimi autoritari che governavano questi Stati imponevano la marzialità ai militari sembrano in realtà distanti anni luce. Inizia un lungo tratto di sterrato in mezzo ad un deserto intervallato a malapena da laghi azzurri, dove come un miraggio stazionano gruppi di fenicotteri rosa. Ci fermiamo per uno snack a Esperanza, nello stesso bar dove una settimana fa abbiamo sostato in occasione del trasferimento a Rio Gallegos. Qui vediamo che il tempo è ormai stabile sul bello ed iniziamo a prendere coscienza della possibilità di chiudere l’anno col “botto”. Premendo sull’acceleratore arriviamo a El Calafate, dove facciamo una breve sosta al nostro punto tappa presso Cabañas Nevis per prenotare i biglietti del giro dei ghiacciai in battello per l’indomani e via subito verso il Perito Moreno, situato a 85 km da El Calafate. Manca poco alle 16 e 4 ore dopo abbiamo l’appuntamento per cena. Essendo l’ultimo giorno dell’anno il ristorante Michelangelo ha fatto un’eccezione per noi, concedendoci la possibilità di saziarci prima, evitando in questo modo il canonico cenone di Capodanno.

Esprimere le emozioni che si provano alla vista del Perito Moreno (FotoA - FotoB - FotoC - FotoD)è impossibile. La vista col sole, oltre a rappresentare un esempio di spettacolare rarità, consente di ammirare le varie tonalità di blu del ghiaccio e distinguerne più nitidamente le guglie che lo formano. Si tratta del ghiacciaio più conosciuto della Patagonia e sicuramente di uno dei più famosi e particolari del mondo. Dopo una discesa di oltre 30 km dal grande bacino glaciale dello Hielo Patagonico Sud, il fronte del Perito Moreno si getta nel Lago Argentino e l’attraversa per 5 km fino a presentarsi come una imponente parete verticale che raggiunge i 60 -70 mt sulla superficie del Lago Argentino: uno degli ultimi, avanza di quasi 2 mt. al giorno facendo crollare continuamente ed in modo spettacolare enormi strutture glaciali alte come case di decine di piani. In realtà il ghiacciaio appoggia una parte del fronte sulla terraferma della penisola di Magallanes. Un torrente che passa sotto la massa glaciale unisce in questo modo il Brazo Rico al resto del lago Argentino. In questo momento la classica diga che si forma, ostruendo il deflusso dell’acqua dal Brazo è parzialmente aperta, grazie al tunnel scavato dall’acqua. La giornata calda accelera il processo di distacco con boati sordi e rapidi, che l’occhio riesce a cogliere bene, cosa più difficile con una macchina fotografica, sebbene la distanza dal fronte sia assai ridotta.

Rientriamo con gli occhi sazi delle vedute e ci apprestiamo a saziare anche lo stomaco. Al ristorante ci attendono e noi gli facciamo onore. Il lomo continua ad essere il piatto più selezionato, innaffiato questa volta con il Malbec. Uno dei vigneti locali che a differenza degli altri (Merlot, Sauvignon, Cabernet, ecc.) provengono dall’Europa. Usciamo quando sta per arrivare la mezzanotte, che ci vede sulla strada principale (Av. de Libertadores) a salutare l’arrivo del nuovo anno. Come da tutte le parti ci sono spettacoli pirotecnici improvvisati che meritano un’occhiata, ma per oggi nulla può essere avvicinato allo spettacolo di cui siamo stati testimoni.

Perito Moreno e caratteristiche metereologiche


    Pernottamento: EL CALAFATE - Cabañas Nevis                                                                           528 km.