Day 6 : sab. 25 dicembre 20109

 

Natale australe, ma con neve al Cerro Martial e visita al P.N. Tierra del Fuego


Ushuaia è la città più australe del mondo ed è esattamente come la immaginavamo. Sorge di fronte al Canale di Beagle ed alle isole Navarino e Hoste (già in territorio cileno), una gradinata che scende verso il mare con strade talvolta molto ripide e quelle parallele al porto che scorrono in piano. Il tutto la rende molto gradevole, salvo nella periferia dove non avremmo immaginato la presenza di edilizia popolare, forse anche dovuto al fatto che ospita una grande base navale ed è punto di interscambio fra i due oceani per i containers. In effetti stupisce la presenza di tanti containers in un luogo lontano da tutto, tenendo conto che possono arrivare e partire solo via mare e l’hinterland è fatto solo di belle quanto isolate montagne. E’ anche punto di partenza per le navigazioni in Antartide, il cui costo supera i 3.000 USD per un tour di 9 giorni. Diego ci dice che in città non nevica molto (10/15 cm. per volta) e le temperature invernali non scendono oltre i -10/12°. Resta tutto da immaginare come sia possibile guidare in una città costruita come una gradinata e le cui strade scendono direttamente verso il mare. Il canale Beagle d’inverno non gela, pertanto la navigazione non corre rischi. In mare aperto la situazione diventa invece molto più fredda e più a sud è lo stesso oceano a formare una fitta coltre di ghiaccio.

Colazione in camera poiché disponiamo anche di un angolo cucina con tutto il necessario per incominciare la giornata col piede giusto. Alle 8 il meteo non offre grandi illusioni, ma per la regola che in un solo giorno si possono vivere le quattro stagioni partiamo comunque fiduciosi. In realtà oggi di stagioni ne vivremo solo due: inverno con neve al Cerro Martial e autunno con pioggia nella visita al parco. Ci resta un credito con le rimanenti due stagioni che incasseremo ampiamente nei prossimi giorni.

Cerro Martial, 7 km dalla città ed escursione al ghiacciaio Martial. Saliamo con le auto fino alla partenza della seggiovia, dove visto il tempo e la data, non c’è nessuno. Risaliamo la pista da sci mentre la pioggia si trasforma in neve. Va ricordato che, almeno nominalmente, siamo in estate e che la pista non è imbiancata. Dev’essere comunque suggestivo sciare su una discesa che sembra calarsi nel mare. Un bel sentiero ci conduce in un bosco che termina all’inizio della morena. La risaliamo attraversando alcuni nevai per raggiungere il punto dove ha inizio il ghiacciaio ben ricoperto di neve. La vista sulla città e sul porto sarebbero magnifiche, se solo si potessero vedere. Nel frattempo la neve scende copiosamente e ci offre così un’atmosfera di casa, al motto che Natale non è Natale senza la neve. Questa sui pendii è ancora abbondante se si tiene conto che è appena trascorso il solstizio estivo. Discesa verso il centro abitato, dove per la festività i musei sono chiusi. Così, dopo una cioccolata calda nella centrale via San Martin, sotto la pioggia andiamo a visitare il Parco Nazionale della Terra del Fuoco. Si trova ad una ventina di km dalla città in un ambiente vergine ed incontaminato, ricoperto dalla tipica vegetazione “fueghina” di faggi e torbiere. Il cielo ad un certo punto s’impietosisce e smette di piovere, lasciando intravvedere qualche squarcio di cielo. A Bahia Lapataia, il luogo oltre il quale terminano tutte le strade, si trova l’inizio (o la fine) della Routa 3, che parte da Buenos Aires ed impiega più di tremila km lungo l’Atlantico per raggiungere questo luogo, che proseguendo di qualche km raggiunge il Cile a ovest o alcune isole che separano dal mare antartico a sud. Vediamo alcuni resti di granchi, la famosa centolla che ha dato gusto a diverse cene.

Nella passeggiata verso Senda de la Baliza vediamo l’opera dei castori, i quali hanno modificato la geografia del luogo, costruendo innumerevoli dighe e deviando il corso dei ruscelli. Questo ha provocato la creazione di piccoli laghi artificiali con la conseguente morte di una buona parte del bosco che è venuto a trovarsi dentro. I castori non vennero importati non si sa bene per quale ragione e sono stati causa di parecchi danni ambientali.

Per il giorno di Natale è d’uso fare il pic nic all’aperto come da noi avviene in occasione di Pasquetta, pertanto il parco pullula di merenderos intenti a grigliare le gustose carni di bife. Il profumo che traspira dalle fronde provoca effetti esilaranti, quasi stupefacenti. Una volpe grigia, anch’essa amante della parrilla, si aggira a poca distanza dai tavoli in cerca di resti e possibilmente di qualche distrazione.

Intrepidi, affrontiamo ancora una camminata sostanzialmente in piano sul sentiero Hito XXIV che conduce al confine cileno. Costeggia il lago Roca in un bel bosco di lenga. Destano particolare interesse delle specie di funghi parassiti che si attaccano alla corteccia degli alberi e cadono per terra mantenendo una superficie spugnosa. Scopriremo poi che si chiamano il Pane degli Indios. Si vede anche molto vischio, o almeno un suo parente stretto, che qui si chiama farolillo chino. Ha un colore più giallastro e le foglie sono molto fini, liberando una sorta di lanuggine. All’inizio del sentiero si trovano anche diversi arbusti di calafate con i frutti appesi.

Rientriamo a Ushuaia per una meritata cena a base di trota ripiena e tournedos di lomo (un cubo di carne al cui interno è stato sapientemente inserito del formaggio). Suggella il tutto un dulce de leche alla vaniglia. Ad innaffiare il pasto ci pensa una birra locale dal nome inequivocabile: Beagle.

Una passeggiata verso il porto consente di vedere il momento del tramonto. Pur non essendo del tutto limpido, le nuvole che si specchiano sul mare oleastro creano immagini degne di grandi pittori. Il porto e le montagne di sfondo completano il quadro. Pur essendo già le 21,30 il sole traspare di tanto in tanto, lasciando filtrare i suoi raggi sull’acqua per creare alcuni effetti speciali. Attenderà almeno un’altra ora prima di inabissarsi dietro le alture del parco.


    Pernottamento: USHUAIA – Hotel Cabo San Diego                                                                                          74 km.