Day 9 : mar. 28 dicembre 20109

 

Puerto Natales, la Cueva del Milodon ed i preparativi per "l'assalto" al Paine.


Avendo già visitato Punta Arenas partiamo direttamente alla volta di Puerto Natales per scoprire le bellezze del Paine. In realtà il programma prevedeva una visita alla Pinguinera di Seno Otway. Veniamo traditi dalle indicazioni che davano il sito 70 km a nord di Punta Arenas, mentre erano da intendere 30 in direzione nord fino alla deviazione, più altri 38 km di sterrato verso ovest che conducevano a destinazione. Il fatto di averli già visti vicino ad Ushuaia ed il lungo tratto di ripio ci induce a non ritornare sul nostri passi e cercare invece l’esplorazione nei dintorni di Puerto Natales. Prima di raggiungere il bel paesino adagiato su un braccio di mare che s’insinua fra numerose isole, incontriamo un folto stormo di fenicotteri rosa e la pelle di un armadillo, a seguire un gruppo di lama al pascolo all’interno di un recinto. E’ curioso notare come siano di colori diversi l’uno dall’altro. Troviamo facilmente Casa Cecilia, un ostello di classe dove lo svizzero Werner maritato con la cilena Cecilia offre un buon supporto turistico corredato da un valido servizio. Pur essendo lontano dall’essere una reggia, il rapporto qualità-prezzo risulta essere buono. Forse ci attendevamo qualcosa in più viste le recensioni delle guide che consideravano fortunato chi riusciva ad accaparrarsi una stanza e consigliavano di prenotare con molto anticipo. Pur non essendo tutto questo, rimane un alloggiamento caldamente consigliabile.

E’ ora di pranzo e facciamo l’esperienza di una pizza made in Chile. Forse non partirei appositamente dall’Italia per tornare a mangiarla, ma l’esito è comunque positivo.

Si va al Monumento Nacional Cueva Milodon (Milodonte), 25 km a nord del paese. E’ il luogo in cui vennero trovati i resti quasi intatti di un animale preistorico simile all’antenato di un orso, vissuto qui oltre 10.000 anni fa. La caverna dev’essere stata molto ospitale per animali e persone che in passato si sono trovati da queste parti e non disponevano di altra abitazione. Ci sarebbe potuta vivere anche una piccola tribù. L’occasione è propizia per una camminata oltre la grotta e raggiungere un mirador situato in posizione dominante da dove si ha una splendida vista sui fiordi. Non ancora soddisfatti del già bel panorama, saliamo ancora per ripidi pendii una decina di minuti e raggiungiamo la cima di un tavolato dal quale si gode una vista migliore. In lontananza si vedono vette imbiancate che lasciano pregustare il parco del Paine. Ma per questo dobbiamo pazientare fino a domani. Andiamo ancora a vedere dall’alto l’insenatura dell’estancia Puerto Prat. Sul terreno arido spiccano le fioriture di Notro, un arbusto i cui fiori rosso vivo e le foglie verdi smaltate contrastano con la vegetazione da steppa.

Finalmente qualche momento di relativa tranquillità a Puerto Natales, sebbene occorra preparare il giro dei prossimi giorni nel parco. Prenotiamo così i biglietti per il traghetto di domani e studiamo come giocarci i due giorni dedicati al Paine. Al centro turistico ci forniscono alcuni validi consigli, ma soprattutto ci dicono che le previsioni meteo sono belle. Basta questo per suscitare l’entusiasmo e mettere da parte ogni fatica residua. Per la stanchezza cercheremo di trovare il tempo più avanti, adesso dobbiamo sfruttare l’opportunità che ci viene concessa.

La cena è in tipico stile country all'Asador Patagonico (una vera istituzione in materia) dove le nostre ganasce affondano in un asado (Foto)prenotato durante il sapiente giro di ricognizione effettuato poco dopo pranzo.

   Fortuna che abbiamo prenotato il piatto in anticipo e che siamo arrivati presto, perché sparisce in un attimo. 

Assaggiandolo si   capisce il perché. Anche in questo caso la carne non brilla per la tenerezza, ma il gusto è fuori da ogni discussione.

    Pernottamento: PUERTO NATALES – Casa Cecilia                                                                              327 km.