Day 8. - 30 agosto 2009

 

Il volo della Ryan Air ci riporta a Torino.

La sveglia alle 5 ci dice che abiamo già oziato fin troppo ed è ora di partire. Una colazione al volo e via per l’aeroporto, dove tutto è in orario.

Ripartiamo dopo una settimana vissuta intensamente, che ci ha visti visitare città e compiere escursioni, queste ultime fatte nell’unico modo che si potevano effettuare: rapidamente, senza destinare tempo alla contemplazione, ma cercando di acquisire il più possibile. Sarebbe probabilmente sbagliato cercare di identificare il carattere montanaro dei luoghi visitati con il corrispettivo dei francesi o degli spagnoli delle zone metropolitane. Le diversità sarebbero tali e tante da non consentirne un raffronto equo. E’ ben presente invece il paragone che si può fare con le nostre Alpi ed è sempre latente la tentazione che l’erba del vicino sia più verde, particolare calzante quando si parla di montagna. L’impressione è che la parte spagnola sia geograficamente più gradevole di quella francese ma il comune denominatore è la mancata opulenza (non la povertà) delle popolazioni che abitano quelle vallate, fatte salve alcune eccezioni. Ciò rende la gente più accogliente e disponibile a vedere il turista come una fonte di reddito pulita, piuttosto che un rompiscatole venuto a disturbare la quiete e l’isolamento. Altra costante è la presenza di uno Stato, che ha contribuito a non lasciare isolati gli insediamenti e continua a creare infrastrutture tese a manterere le popolazioni nei luoghi dove sono vissute finora. Ci saranno sicuramente anche degli aspetti negativi, ma il poco tempo a disposizone ci avrà impedito di rilevarli.

 

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