Day 6 : mer. 30 aprile 2014

Lisbona: patria dei migliori navigatori e la capitale ricca di fascino.

Se il mattino ha l’oro bocca è il caso di goderne appieno andando in centro a prendere il tram nr. 15 e recarci nel quartiere di Belem, un tempo borgo di pescatori, adesso meta turistica dove si possono ammirare il Padrão do Descobrimentos, la Torre de Belém e il Mosteiro dos Jeronimos. Il monastero è un’opera d’arte che ci accontentiamo di ammirare dall’esterno, mentre gli altri due monumenti ci dimostrano come l’Europa abbia incominciato ad aprirsi al mondo proprio da questa città. L’apertura delle rotte verso l’Asia e l’America hanno eclissato quelle terrestri conferendo potere e ricchezza alle nazioni che si affacciavano sull’Atlantico. Il Padrão do Descobrimentos vuole proprio rendere omaggio a Vasco da Gama, Magellano e ad altri navigatori che hanno dato lustro alla nazione. Un pò più lontano il ponte 25 de Abril collega le due rive del Tago, ormai prossimo a gettarsi nell’oceano. Si rientra per cambiare linea di tram e risalire la collina verso la Sé, splendida Cattedrale che riporta ad una dimensione più raccolta. Poco oltre si trova il Miradouro de Santa Luzia, la cui vista è purtroppo disturbata da antenne e cantieri. Resta comunque un ottimo colpo d’occhio sui tetti della città vecchia e sul fiume. Dal punto di osservazione saliamo sul 28, lo storico tram che percorre il centro cittadino: ha la peculiarità di possedere tutti gli interni in legno come si conviene ad un tram d’epoca, nonché quella di sfidare le leggi di gravità, sferragliando, fermandosi e ripartendo lungo le irte strade delle colline lusitane. Si scende a Praça do Comercio e si risale il quartiere di Estrela dove visitiamo la  Basilica da Estrela, Jardim da Estrela e l’esterno del Palacio da Assembleia da Republica. Riprendiamo lo stesso mezzo per rientrare nella zona centrale. Il tempo ci consente solo più un’ultima vista dal Parque Eduardo VII.

Si risale in auto e si punta verso sud, superando il Ponte 25 de Abril, per salire alla base del Cristo Rey, l’enorme monumento alto 110 mt eretto nel 1959 a ringraziamento per aver risparmiato il Portogallo dalla seconda guerra mondiale. A volte trovarsi in una posizione periferica finisce per essere utile. La vista dalla piattaforma che si raggiunge con l’ascensore è un pò come lo scorrere dei titoli di coda su quanto visto finora in città ed in generale della settimana. Sotto di noi il Ponte 25 de Abril, copia del più famoso Golden Gate di San Francisco, sull’altra riva il centro cittadino con le numerose cupole di chiese, mentre a distanza s’intravedono i monumenti di Belem.

Il nostro Portogallo si chiude in questo modo: fra gli sfarzi regalati dall’impero in epoca coloniale e le ristrettezze odierne. Ancora una volta: la posizione periferica talvolta paga, altre no. La sorte tocca una zona geografica in un dato momento della storia, è nel destino di ognuno viverci al momento opportuno o meno. A costruirne la struttura storica ci hanno pensato prima i celti, poi i romani, quindi gli invasori barbarici, mori e spagnoli, per arrivare in un’indipendenza orgogliosa appena mitigata dall’appartenenza ai colori dell’Unione Europea, che ha qui il proprio termine ultimo (il finis terrea se vogliamo usare un latinismo) sudoccidentale, oltre il quale l’unico azzurro risulta essere quello dell’Atlantico.

Resta ancora il tempo per un’ultima occhiata al mare aperto in quel di Sesimbra, località balneare che fuori stagione offre un’atmosfera rilassante. L’ideale prima del rientro.