Day 3 : dom. 27 aprile 2014

Contornando il litorale gallego fino al confine con il Portogallo con le sue città d'arte. Aveiro: una Venzia in miniatura sull'Atlantico.

La mattinata si presenta velata , noi ripartiamo verso l’interno per attraversare uno dei bracci di terra che penetrano il mare, divisi fra loro dalle rias, fiordi nei quali trovano ospitalità ogni genere di molluschi e allevamenti di cozze. Il paesaggio è molto verde, si vedono gli essiccatoi per cereali (horreos) e piante a noi talvolta sconosciute. Giungiamo a Fisterra (che i romani avevano chiamato con questo nome in quanto all’epoca rappresentava la fine delle terre conosciute). Sul Capo Turiñan ha sede l’immancabile faro ed alcuni piccoli ricordi a significare il fatto che il Camino passa proprio di lì. Con una tradizione che può far discutere, alcuni pellegrini usano lasciare indumenti, scarpe o quant’altro legati ad un palo. Il vento slegherà i panni per trascinarli ovunque in un’immagine poco edificante d’immondizie disperse in un posto che sa invece d’incanto. La scarpa monumento lascia invece capire quanto nei secoli questo punto abbia significato per i viandanti. Il paese è gradevole, tranquillo in una domenica mattina primaverile. Alcuni anziani siedono al bar e discorrono animatamente in galiziano, lingua ufficiale spagnola molto simile al portoghese. Si scende ancora a Ezaro dove, non senza un certo rimarco turistico nel concetto, si trova l’unica cascata proveniente da un lago che getta le sue acque in mare. In realtà di tratta si una diga per lo sfruttamento idroelettrico, una bella cascata ed il mare distante qualche centinaio di metri, che probabilmente risale con l’alta marea. Vale sicuramente la pena inerpicarsi con l’auto lungo le ripide stradine che portano al belvedere sulla baia. Muros va famosa per i mariscos, con un bel porto prospicente al centro urbano. Al fondo della Ria de Muros e Noia si trova proprio quest’ultima cittadina. Più grande e, quando passiamo noi, intensamente trafficata a causa di una manifestazione con annesso mercatino. Le vie affollate ci consigliano di andare altrove per la pausa pranzo. Cosa che facciamo a Pontecesures. In un’osteria tappa del Camino sembra di tornare indietro negli anni: è un andirivieni di locali e pellegrini (perlopiù in bici) che si scambiano informazioni, si fanno mettere il timbro comprovante il passaggio e ripartono incuranti delle condizioni atmosferiche. Noi invece riprendiamo l’autostrada in direzione sud per rientrare in Portogallo. La prima tappa è Ponte de Lima per una breve visita al piccolo ma variegato centro e  soprattutto al ponte romano a 31 arcate sopra il fiume Lima. A poca distanza una curiosa serie di sagome stà a mimare le legioni romane intente ad attraversare il fiume (prima che il ponte fosse costruito) con la leggenda che vuole i soldati titubanti in quanto si pensava si trattasse del Lete, ovvero il fiume dell’oblio, il cui attraversamento avrebbe fatto scordare tutto a tutti. L’autostrada attraversa gli ordinati vigneti che producono il Vinho Verde, profumata bevanda da bere fresca, responsabile della mezza sbronza di soli due giorni fa in quel di Porto e vero liquido (questo sì) dell’oblio. Braga, la terza città del Portogallo, ci accoglie con la sua cattedrale e in verità poco altro. Restiamo stupiti come in pieno centro storico si trovino case signorili e fatiscenti al contempo. Sembra incredibile che nessuna mano, privata o pubblica, abbia ristrutturato immobili di sicuro valore. Caratteristica comune in tutto il Portogallo visitato, le sementi vengono portate dal vento sui tetti e lungo i cornicioni, così che le erbacce crescono ad ogni altezza evidenziando le case degne di manutenzione. Aveiro è la tappa finale del giorno: l’oceano in questo caso sfuma le sue onde su una spiaggia ampia e pianeggiante. I faraglioni della costa da Morte sono ormai lontani, ma non è distante il legame che accomuna le genti con il mare. Anche questa cittadina ha un ricco passato legato alla navigazione, mentre nel centro si trovano i moliceiros, imbarcazioni simili a gondole, un tempo usate per la raccolta delle alghe. Anche qui il punteggio sul desinare a base di pesce raggiunge livelli elevati. La passeggiata nelle vie del centro rende un’immagine splendida, illuminate da lampioni che diffondono una luce giallo antico e lastricate di porfido marmoreo lucido,  tranquille come si conviene ad una domenica sera, salvo poi animarsi in prossimità dei canali (il paragone di Venezia del Portogallo è affascinante quanto esagerato) dove una cerimonia di universitari irrompe con i suoi canti locali ed i discorsi. Ascoltiamo qualcosa ma poi prevale il desiderio di un meritato riposo. La giornata di bel tempo ci ha invogliato a frustare i cavalli, nei prossimi giorni il bello è previsto stabile pertanto non dovremo essere da meno.

Pernotamento: AVEIRO