Day 16 : 08 – 01 – 109

 Dalle ricchezze passate di Ta Prom al misero presente dei pescatori sul Tonle Sap.

Alle 8 siamo puntuali nella hall dell’hotel di Siem Reap per andare a vedere le bellezze periferiche di Angkor. Con l’auto costeggiamo il tratto orientale di Angkor, sosta a Pre-Rup (945), grandioso tempio-montagna dai caldi colori ocra, con architravi scolpiti.

  • Si prosegue lungo il Baray orientale, esteso bacino artificiale al cui centro sorge un’isoletta dominata da un tempio hindu del Mebon Orientale.
  • Srah Srang, la piscina delle abluzioni, del sec. XII, imponente bacino di 700 x 300 mt.

 La nostra meta è Kbal Spien, ca. 30 km a nord di Angkor, letteralmente il “Ponte della testa”, è un ponte naturale di pietra su un fiume nel cui letto sono stati scolpiti, si dice, mille linga e altre immagini tratte dal pantheon induista. Lo si raggiunge con una camminata di circa un’ora fra la folta vegetazione (un km e mezzo). In base al periodo in cui lo si visita, lo scenario che si presenta è molto diverso: nella stagione secca si vedono benissimo le sculture ma c’è pochissima acqua mentre nella stagione delle piogge le sculture si intravedono solamente ma il fiume è colmo d’acqua che forma delle splendide cascate. In questo periodo un folto rivolo d’acqua scorre sulle sculture quasi ad accarezzarle.

 E’ composto da sculture ricavate direttamente nella pietra che fa da letto ad un sinuoso torrente. La bella passeggiata ci porta a vivere finalmente un contatto più immediato con la natura. Una Natura incombente con i suoi alti alberi, quasi ad avvolgere chi vi sta sotto. Quando giungiamo dove si trovano i mille linga, che un tempo era luogo di abluzioni e pertanto rivestito di sacralità, la foresta ha ormai avvolto tutto e si riesce a malapena a scorgere il cielo opalescente.

  • Banteay Srei, a ca. 28 km dalla città, mirabile tempio di piccole dimensioni da molti è considerato il gioiello dell’architettura khmer, costruito nel 967, consacrato a Shiva, dalle eleganti incisioni e dai padiglioni particolarmente belli. E’ soprannominato “Tempio delle Femmine”. La particolarità di questo tempio, unico ad essere stato costruito da un dignitario di corte e non da un Re, sono i bassorilievi in arenaria rosa: una vera perla decorata con precisione e maestrie mai viste finora.
  • Tempio Ta Prohm (Jayavarman VII), grande monastero buddhista del 1186, che gli archeologi hanno volutamente lasciato nello stato in cui venne ritrovato: giganteschi alberi sorgono fra l’intrico di torri santuario, enormi radici avvolgono le gallerie, folti arbusti germogliano dai tetti di ogni costruzione e il visitatore non riesce più a distinguere l’opera dell’uomo dalle creazioni della natura. Si trova dietro un muro di arenaria lungo 3.200 metri. E’ interessante notare come la natura si sia reimpossessata del luogo e non sia stata scacciata dalla nuova colonizzazione turistica di questi luoghi (Foto 1, Foto 2, Foto 3Foto 4, Foto 5)

Il tempo, meno soleggiato di ieri, ha permesso una lieve discesa della temperatura e questo ci consente di vivere meglio. Si pranza a Siem Reap e si prende in direzione sud per una mezz’ora fino al lago Tonle Sap, vicino al Phnom Krom, sulle rive del Grande Lago. Escursione in barca sul Lago Tonle Sap, il più grande del sudest asiatico. Decine di barche ospitano le case galleggianti del villaggio di pescatori vietnamiti, comunità di “nomadi del lago” che si spostano a seconda delle stagioni della pesca. La particolarità del lago è rappresentata dalla sua ampiezza che varia a seconda delle stagioni e dal fatto che le acque sono tra le più pescose al mondo. Orti rigogliosi, allevamenti di maiali, salone del barbiere, scuola e molte altre attività, tutte curiosamente galleggianti. Non ultimi a stupirci sono una chiesa galleggiante e una casa trascinata sul fiume. Gli abitanti dei villaggi sono di origine vietnamita. A prescindere dalle ricchezze che sembra offrire la natura, si respira un’aria di povertà latente. Il reddito annuo arriva solo a 500 $, l’aspettativa di vita non supera i 54 anni e ben il 12% dei bambini non raggiunge i 5 anni. Alcuni abitanti di terraferma, che si trovano a dover ricostruire le proprie case quasi ogni anno sono invece khmer. Nelle mangrovie si annidano serpenti ed alligatori. Alcuni di questi li vediamo in un allevamento galleggiante.

 Rientriamo nella capitale turistica di Angkor per una passeggiata nel locale mercato serale ed un massaggio ai piedi che offre un buon preludio alla cena. Gustiamo la specialità locale, Amok con pesci e gamberetti. Rientriamo in albergo con il tok-tok quando sono ormai le 22.

 I templi con le torri rivolte a nord sono dedicati a Vishnu, al Centro su Shiva (il più importante) e a sud per Brahma, al quale sembra che non vengano dedicati templi da solo, eventualmente nell’ambito della trinità. Nella religione buddhista l’ingresso è sempre posto ad est, perché è da lì che nasce il sole. Un’interpretazione evidentemente diversa da quanto fornito dall’architettura cristiana.

 Il Vietnam offre anche un’idea di maggior rigore morale: i bambini cambogiani scorrazzano fino ad una certa età completamente nudi, mentre quando crescono indossano vestiti sgualciti e completamente fuori misura, cosa che non accadrebbe mai ai meticolosi vicini vietnamiti.

 

Siem Reap - (Angkor Way)